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dove giocano i figliatri di Napoli

I cittadini, e non solo quelli di Partenope, si lamentano dei ragazzini che giocano a pallone nella galleria Umberto, di quelli che giocano davanti alla chiesa di S. Chiara, davanti a S.Lorenzo Maggiore, in pratica in tutti gli slarghi disponibili, monumentali e non. E' giusto lamentarsi, ma non basta.Forse bisognerebbe anche pensare al bisogno di gioco di questi bambini del sottoproletariato urbano costretti dall'angustia delle abitazioni e dall'assenza dei genitori a stare sempre per strada. E' vero che sono brutti, sporchi e cattivi e anche maleducati e poco rispettosi delle forze dell'ordine, ma qualche diritto ce l'avranno pure.Come ho detto più volte negli anni passati, se fossi stato il sindaco di Napoli, avrei messo a prato tutta Piazza Plebiscito per far giocare nell'erba i bambini sfortunati, ma anche quelli più fortunati, di Napoli. Qualche albero e qualche panchina avrebbe inoltre consentito anche ai più anziani di godersi un pò di verde e di aria pura.

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Commenti

Una città a dimensione d'uomo è tale quando in essa sono previsti "tutti" gli spazi per le attività di aggregazione e socializzazione.

La persona ha dei bisogni vitali da soddisfare.

Camminare su marciapiedi puliti e sgombri da ostacoli, fermarsi in un giardinetto accogliente magari su una panchina a leggere il giornale o a guardare i bambini giocare.

Andare a fare una partita a boccie o carte con gli amici in spazi presenti sul territorio, o una partita al campo di calcio o di basket comunale.

Una città dove questo non è presente è una città che viola il diritto alla normalità il diritto di soddisfatre i propri bisogni di socializzazione, il proprio diritto a vivere dignitosamente una esistenza normalmente difficile.

 

http://comunedipartenope.it/blogs/genius/una-buona-legge

Dove questo manca può essere fatto solo una cosa:            

                     PRETENDERLO





   


 
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