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quante Rosarno ci sono in Campania?

I giornali di oggi sono pieni di notizie sui fatti di Rosarno in Calabria: Molti sembrano meravigliati che in Italia possono esistere situazioni simili. Viene da chiedersi dove fossero quando a Castel Volturno, a Lago Patria, a Villaggio Coppola, a Ponticelli, a Scampia, sono successe le stesse cose e anche di più, come i roghi di Scampia e Ponticelli e i morti ammazzati a Castel Volturno. Attorno  noi si stanno moltiplicando vere e proprie discariche umane in cui, in condizioni vergognose, si addensano persone private di ogni dignità. Non succede dovunque. Se andate in Val di Non, nel Trentino, ci sono 7000 immigrati che raccolgono mele, con vitto e alloggio a carico dei proprietari,  pagati 6.90 euro l'ora, tutto, comprese le condizioni sanitarie, sotto il controllo della provincia autonoma di Trento. Perchè questa differenza tra Nord e Sud? Forse dovremmo interrogarci su una arretratezza che non è solo economica, ma civile e culturale.  

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Commenti

...sarà arretratezza civile e culturale, ma temo sia un'arretratezza determinata sempre da ragioni economiche.  Fa troppo comodo pagare 50centesimi a cassetta di frutta. Il Corriere della Sera di oggi riporta la paga media degli immigrati a Rosarno: 20euro al giorno.  Ma è la media, non la realtà di ogni lavoratore immigrato (che lavora ben più di 8 ore al giorno).  A questo aggiungiamo la connivenza con la criminalità e l'assenza di misure politiche efficienti (trasferire gli immigrati, a mio parere, è ridicolo...possibile sia l'unica soluzione?). 

Il ministro dell'agricoltura dice che queste cose succedono solo al Sud.  Il Sindaco di Ercolano ha promesso l'esenzione fiscale per tre anni agli imprenditori che denuncino il racket: forse si potrebbe provare una strategia simile per arginare l'illegalità nel settore agricolo? O sono gli agricoltori in prima persona gli unici responsabili? 

scusate ma se ci sono un sacco di persone di cittadinanza italiana che lavorano a nero sia al sud che al nord non credete che il problema non è di matrice razzista?

Sicuramente una componente razzista c'è... ma in effetti credo sia più una questione di illegalità.  Un immigrato clandestino difficilmente è rintracciabile dalle istituzioni, mentre un cittadino italiano sì.  Poi come dici tu Annalisa, il lavoro a nero è esteso ad una quantità enorme di persone anche italiane, a partire dallo studente che lavora nel pub per finire al muratore anche esperto al quale non sono pagati i contributi. 

 aldilà della componente razzista questo sistema di far lavorare gli immigrati (ma anche gli italiani!) fa comodo a tutti:


- a chi non ha il permesso di soggiorno,


- a chi non vuole spendere i soldi per mettere in regola l'operaio,


- al dipendente ed al funzionario statale che intasca i soldi della mazzetta,


- etc, etc..

Io ci guadagno, gli altri si fregano.

Siamo già
imprese