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Quattro prospettive per una città da vivere

Il primo  è quello del dialogo inteso come la capacità sociale di saper mettere a confronto le differenze d’ogni tipo e produrre moltiplicazioni e integrazioni. A Napoli si deve soprattutto agire per recuperare la fiducia e cambiare il paradigma dell’uso del potere. Napoli è piombata progressivamente sino al penultimo posto di vivibilità negli ultimi quindici anni ma chi è stato al potere ha probabilmente migliorato di molte posizioni la sua situazione personale (e questo è una delle cose che “raccontano”Napoli.) È difficile ora trovare buoni motivi a favore della fiducia mentre ne esiste un’infinità contro. Il secondo ambito è quello del senso civico ossia la consapevolezza diffusa dell’inevitabilità dell’interdipendenza tra gli esseri umani e quindi la comprensione profonda della responsabilità degli effetti dei propri atti con la conseguente capacità di sviluppare forme di vita che siano caratterizzate dal saper vivere insieme, il che implica il rispetto di regole e norme (modificabili attraverso il dialogo). Il terzo ambito è quello della narrazione, le strutture narrative sono forme attraverso cui le persone comprendono la realtà e comunicano su di essa. Il racconto permette di costruire significati che consentono di interagire con il sistema culturale all’interno del quale viviamo, consente cioè di appropriarsi d’interpretazioni già esistenti dei fenomeni sociali, di attribuzioni generalmente condivise ma anche di costruirne di nuove. Nel raccontare vi è una forma di conoscenza sociale, cognitiva, affettiva che correla il nuovo con l’esistente e il progettabile attribuendo a esso un senso.  Rappresenta la capacità di creare e saper raccontare la storia della città. Napoli è città piena di schegge, di punti che non sono tradotti, raccontati, uniti. Vedere qualcosa di bello che ha un passato, vederlo ora può far pensare anche a un futuro che questa bellezza può avere se collegata a una storia che continua. La narrazione porta dentro chi ascolta, rende vivida la sua inclusione nella storia, lo fa sentire un protagonista di qualcosa che si muove, connette i puntini dispersi e produce un senso che diventa comprensione ed emozione. Il futuro ha a che fare con l’ultimo ambito che è quello dello sviluppo.
Una città sviluppa dialogo tra cittadini civili che creano e continuano la propria storia essendo capaci di progettare e ottenere il miglioramento della propria vita nel luogo in cui stanno insieme.
Il quarto ambito si regge sull’economia, sul denaro (che assume in questo caso anche un significato etico.) In una logica circolare e reticolare lo sviluppo è la conseguenza. Il capitale tangibile e quello intangibile sono due aspetti intrecciati che si rialimentano reciprocamente. La politica è la regia organizzatrice che usa la cultura come grande paradigma del divenire. A Napoli siamo in una nuova fase con una nuova classe alla regia della città siamo alla ricerca o meglio alla creazione dell’identità come condizione di cittadinanza partendo dal penultimo posto di vivibilità a livello nazionale.

Ugo Righi

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Commenti

concordo e sono fiducioso perchè ormai arrivati al punto in cui siamo dovrebbe essere facile risalire qualche posizione, magari non proprio per merito nostro, ma per demerito altrui, ma in ogni caso nella prossima indagine potremmo scoprire di essere sempre in bassa classifica, ma di aver recuperato qualche posizione ! !

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