Abusivismo: respinti ricorsi, giù gli ecomostri
Respinti gli ultimi ricorsi per gli ecomostri del Cilento: ora si abbatteranno. Il Tar di Salerno ha infatti detto la parola fine sulla vicenda trentennale relativa agli ecomostri delle 'Ripe Rosse', quattro scheletri in cemento armato realizzati nel 1980 in uno dei luoghi più belli e incontaminati del Cilento, nel Comune di Montecorice.
Il tribunale amministrativo salernitano ha respinto gli ultimi due ricorsi presentati dal costruttore dei fabbricati, Angelo Russo, in contesa con il Comune cilentano da trent'anni, da quando cioé l'amministrazione, allora guidata dal sindaco Giuseppe Tarallo, ne aveva ordinato l'abbattimento.
Le sentenze del Tar giungono dopo che a marzo, sempre il tribunale salernitano aveva respinto altri cinque ricorsi presentati da Russo. E ora il Comune di Montecorice, rappresentato dal legale Gennaro Maione, avvierà le procedure per l'abbattimento degli ecomostri.
"Demoliremo gli scheletri - ha commentato il sindaco Flavio Meola - Non perderemo neppure un minuto, quei fabbricati vanno demoliti al più presto. Ci auguriamo solo che il proprietario si assuma l'onere della spesa...".


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Commenti
"Demoliremo gli scheletri - ha commentato il sindaco Flavio Meola - Non perderemo neppure un minuto, quei fabbricati vanno demoliti al più presto.
Solo per stabilire che quelle costruzioni sono "illecite" sono stati persi oltre 15.768.000 minuti (quindicimilionisettecentosesantottomila)
oltre ai costi processuali, cinque ricorsi, le persone impegnate e il territorio irrimediabilmente deturpato che non sarà restituito integro come era ...
e i danni all'ambiente come saranno risarciti?
Il proprietario oltre ad essere condannato ad accollarsi i costi di demolizione, è stato condannato anche per risarcire la comunità, ovvero NOI che abbiamo subito il danno?
I tempi impiegati dalla giustizia per stabilire la sentenza rappresenta davvero una vittoria per la civiltà?
Ha un senso attendere trenta anni per stabilire che si è commessi un reato?
Quanti minuti ancora dovremo ancora attendere per vedere la sentenza eseguita?
Ho molte perplessità... sul futuro della nostra civiltà.
Cordialmente
Genius
La buona notizia che
FINALMENTE
SI E' FATTA GIUSTIZIA !
La cattiva è ci sono voluti e qui mi ricollego a quanto scritto da Genius.
Non credete che sarebbe il caso di far aprire al Ministro della Giustizia una inchiesta per scoprire perchè ci sono voluti
15.768.000 minuti (quindicimilionisettecentosesantottomila).
e questo non è il primo caso, ad esempio ricordo anche la vicenda di Punta Licosa e la questione fra i Barolo e la De Agostini dove alla fine il Barolo, da credo ultrasessantenne ha visto trionfare i suoi diritti su una questione di diritto nemmeno iniziata da lui che all'epoca della rivendicazione pare avesse non più di 8 anni !?!
Meditate, meditate gente !
S.R.
Evitiamo altre inchieste, evitiamo altre interrogazioni parlamentari, evitiamo altri ricorsi, evitiamo i cortei in piazza, e gli scioperi della fame.
A noi contribuenti costerebbe altre centinaia di migliaia di euro e sarebbero sicuramente soldi "buttati" e sottratti ai servizi necessari per la collettività.
In questo caso, non per rassegnazione, ma per necessità di "risparmiare"
(in tempi di crisi è indispensabile NON fare sprechi),
si addice il testo di una nota canzone napoletana.
facènnoce 'e cunte,
nun vale cchiù a niente
"'o ppeccomme e 'o ppecché..."
Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto...
chi ha dato, ha dato, ha dato...
scurdámmoce 'o ppassato. E chiagnenno, chiagnenno, s'avvía...
...ma po', 'a nustalgía,
fa priesto a ferní...
... senza ironia e senza polemica, ma con tanta ... stanchezza.
Cordialmente
Genius
amatolamberti
il problema vero è che quello scempio non è abusivo ma fu regolarmente autorizzato da una amministrazione comunale compiacente,in deroga ad ogni normativa di tutela paesaggistica. Accanto sorge il complesso di Punta Arena, uno scempio ancora più grande, realizzato proprio sulla spiaggia, nello stesso periodo e autorizzato dalla stessa amministrazione. Ma le villette di Punta Arena sono state acquistate da magistrati, alti funzionari dello Stato, politici e sindacalisti, e anche il sindaco "verde" si è ben guardato dal sollevare analoga questione