Bhe sai mi son fatto qualche risata anche io.. Ma devo anche sottolineare che non mi piace prendere in giro persone che non hanno avuto la possibilità di studiare.. come probabilmente è accaduto nel caso di questa signora. E' un po' di tempo che ciò che guardo e ammiro in una persona è la sua onestà intellettuale, prescindente dalla sua formazione culturale. Pasolini può esserci d'esempio a questo proposito con le sue teorie.
Nessuno ti chiede di prendere in giro qualcuno né l'ho fatto io. Semmai è ridicola questa Tv "Metropolis". Se vuoi portare la discussine su un tono serio, il punto è che troppo spesso si sottovaluta il ruolo educativo della Tv e la potenzialità persuasiva della stessa. Noi siamo quello che la Tv vuole e quello che essa rappresenta come modello di società. La Tv - come tutti sappiamo - ha il grande merito di essere stata il mezzo principale attraverso quale si è diffusa la lingua italiana, ma è anche colpevole di diffondere messaggi diseducativi senza quasi nessun controllo. Negli ultimi anni sotto questo aspetto mi sembra che le cose siano peggiorate. Il Grande Fratello è un esempio secondo me di "degrado mediatico" come tante altre trasmissioni, con particolare riferimento a quelle visibili sulla maggior parte delle Tv locali. Tutta l'Italia ci prende in giro per i nostri fantastici videoclip di neomelodici che rappresentano un'immagine non corrispondente alla nostra vera cultura musicale, o per lo meno non a quella che ci può rendere orgogliosi. Un'immagine che però è l'esempio di tanti ragazzini napoletani proprio perché è sempre rappresentata in Tv. Scherzosamente ho detto che ci vorrebbe la patente per poter parlare in Tv, ma ti confermo seriamente la mia opinione: bisognerebbe far parlare ai microfoni persone più acculturate che possano costituire un riferimento. Quanto alla signora di Torre Annunziata, si deve tutto il rispetto, di cittadina, di mamma e di disgraziata, nonché il diritto di denunciare la sua situazione, ma che bisogno c'è di farla parlare ad un microfono? E' la Tv che dovrebbe scegliere con più cura le persone e sforzarsi di rappresentare una società più moderna. Come ho sempre detto tra i media, in particolare quelli stranieri, c'è una sadica volontà di voler rappresentare Napoli attraverso degli stereotipi, quasi a voler dimostrare che ad un degrado urbano corrisponda un degrado umano. Credo che se ci vogliamo un po' di bene dovremmo contrastare questi stereotipi e tentare di raccontare una realtà più evoluta che è fortemente presente anche se per adesso è pigra, un po' confusa e tristemente lassista.
Ciao! Premettendo che non intendevo, ne intendo polemizzare in alcun modo con te, trovo l'argomento interessante per cui ti rispondo.
Beh io ritengo che sul degrado della televisione italiana, e sulla sua importanza nel fornire modelli culturali soprattutto a chi non ha avuto possibilità di formare una propria cultura, non ci sono dubbi.
Il punto è che in un sistema come il nostro, dove dagli anni ottanta la Tv ha goduto di un lassismo politico senza precedenti, e di una serie di provvedimenti sempre tesi ad avvalorare l'idea di dare un'anima esasperatamente commerciale alla nostra Televisione, la situazione è quanto mai delicata. Con questi presupposti ci troviamo oggi a subire programmi che hanno come unico fine il profitto (quando non la manipolazione delle coscienze), e non solo sulle reti private. E' chiaro che per raccogliere il maggior numero di pubblico, si propinano ai telespettatori gli elementi più bassi della nostra cultura.. sesso, violenza, competizioni di ogni tipo.
In questo modo, per dirla con le parole di Tullio De Mauro, è evidente che ci possa essere un cosidetto analfabetismo di ritorno che, attenzione, non riguarda solo gli "ignoranti" ma può coinvolegere tutti, intendendo con analfabetismo di ritorno il fenomeno che vede protagonisti anche letterati e dottori vari, e che consiste nel lasciarsi andare ad un progressivo ridimensionamento dell'attività intellettuale adagiandosi alla fruizione facile di prodotti, spesso televisivi, di bassissima caratura.
Detto ciò, ritengo che nel caso della signora del video bisogna riconoscere che l'errore non è nel mostrarci la sua intervista, l'errore è nel non fornirci altrettanto frequentemente opinioni illustri di nostri concicttadini. Ma nel caso specifico si trattava di cronaca. Cronaca di un incendio, e quindi non vedo come ci si possa esimere dal raccogliere pareri dei diretti interessati. E la signora ha tutto il diritto di esprimere con educazione, e nella sua lingua, perchè di lingua si tratta, il proprio dolore e il proprio dissenso politico.
Non vedo come il giornalista avrebbe potuto operare una selezione delle testimonianze solo su base linguistico-culturale.
Sarebbe tuttavia opportuno, e qui siamo d'accordo, che chi ha il delicato compito di gestire l'informazione, soprattutto televisiva, avesse la bontà morale di rappresentare l'intera gamma di esperienze culturali presenti sul territorio.
Detto questo sono d'accordo con te sulla "sadica volontà" di rappresentarci arretrati e unicamente folkloristici. Ma forse c'è un disegno più ampio in questa strategia. Ho tutta l'impressione che non si tratti solo di disattenzioni o di atteggiamenti superficiali, quanto piuttosto di un metodo di delegittimazione quotidiana di una realtà che non ha il diritto di rivendicare la propria importanza politico culturale nel Paese. Napoli è più utile così ai nostri governanti, e con questo non voglio cadere in inutili banalismi.
Infine, certo noi rappresentiamo la parte "virtuosa" della città, ma girarsi dall'altra parte rispetto agli aspetti più imbarazzanti della nostra cultura contemporanea (leggasi neomelodici etc.) non ci aiuterà. I problemi bisogna conoscerli per affrontarli. E la domanda da porsi è sempre la stessa, da dove nascono questi disagi?
Ciao, figurati, neanche il mio tono era polemico, il discorso è abbastanza complesso comunque e merita giustamente degli approfondimenti che vadano oltre l'intervista in questione, sulla quale ti dico però che secondo me non c'entra la tipologia del servizio. In quel caso, se non c'era materiale valido, si evitava la dichiarazione del malcapitato e si completava il servizio con la voce fuori campo come accade in quasi tutti i servizi Tv. Forse hai una visione più democratica della mia su questo punto, ma io non credo che la Tv debba essere lo specchio della realtà, ma piuttosto uno strumento di educazione. Se fosse riconvertito come tale sarebbe un potentissimo mezzo per diffondere la cultura. Per quanto mi riguarda in questo la BBC è un modello di televisione da seguire. A riguardo degli aspetti imbarazzanti a cui hai fatto cenno, non si tratta di girarsi dall'altra parte, ma di prendere le distanze che è cosa diversa. Credo che tutti conosciamo il fenomeno neomelodico, credo che lo conosciamo anche meglio degli altri vivendoci così vicino, non vedo come possa aiutarci osservare o apprendere qualcosa in più da un fenomeno che, come si è dimostrato in molti casi, inneggia alla camorra. Inoltre ascoltare su Canale 5 una giornalista dire a proposito di Marco Marfè "la città impazzisce letteralmente per lui" e poi sentirlo cantare subito dopo una della sue migliori hit "il fragolone" in diretta nazionale, non credo possa favorire l'immagine di tanti altri cittadini che non vi si riconoscono, ma anzi rafforza una sineddoche che è deleteria per i nostra identità. Non siamo girati dall'altra parte, lo abbiamo visto bene Giuseppe Jr, bambino neomelodico di 10 anni, in una canzone invita una bambina a far l'amore con lui con riferimenti sessuali espliciti, o un'altra bambina con le forbici in mano che insegue il suo lui per evirarlo. Francesco Emilio Borrelli (ex assessore alla Provincia), nostro concittadino di Partenope, ha recentemente denunciato l'accaduto agli organi competenti. Conoscere e affrontare è certamente la linea giusta, ma come? Credo che un buon inizio sia prenderne le distanze e mettere in minoranza un modello di società che altrimenti prendere il sopravvento e, ripeto, diventa un modello grazie anche ad uno strumento potente come la Tv.
Condivido e aggiungo che se la tv diventa lo specchio della società non c'è speranza alcuna per un'evoluzione della specie, ma solo per l'abbrutimento.
Avrò raggiunto l'obiettivo quando potrò togliere la luna dell'eclissi rappresentata nel nostro logo. Quando finalmente Città di Partenope sarà Città di Napoli, quando potrà dirsi davvero la città del sole.
Ztl, la Riviera di Chiaia soffoca con la sosta selvaggia
Basta un auto in doppia fila, o un camion in orari di punta, e la città si paralizza. L'assessore Donati: "Ho chiesto a Narducci un rinforzo per quanto riguarda i controlli relativi alla sosta"
Per la Ztl è un venerdì particolare. Si richiudono infatti questa sera le strade per la sfida musicale, sulle terrazze del Pan, dei 99 Posse vs Motel Connection. Dunque, dalle 18 in poi, saranno off limit via Morelli, piazza Amedeo e piazza San Pasquale. Accesso consentito solo ai residenti, ai taxi, ai disabili muniti di contrassegno, ai mezzi di soccorso e alle forze dell'ordine.
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Bhe sai mi son fatto qualche risata anche io.. Ma devo anche sottolineare che non mi piace prendere in giro persone che non hanno avuto la possibilità di studiare.. come probabilmente è accaduto nel caso di questa signora. E' un po' di tempo che ciò che guardo e ammiro in una persona è la sua onestà intellettuale, prescindente dalla sua formazione culturale. Pasolini può esserci d'esempio a questo proposito con le sue teorie.
Paolo Minucci
Nessuno ti chiede di prendere in giro qualcuno né l'ho fatto io. Semmai è ridicola questa Tv "Metropolis". Se vuoi portare la discussine su un tono serio, il punto è che troppo spesso si sottovaluta il ruolo educativo della Tv e la potenzialità persuasiva della stessa. Noi siamo quello che la Tv vuole e quello che essa rappresenta come modello di società.
La Tv - come tutti sappiamo - ha il grande merito di essere stata il mezzo principale attraverso quale si è diffusa la lingua italiana, ma è anche colpevole di diffondere messaggi diseducativi senza quasi nessun controllo. Negli ultimi anni sotto questo aspetto mi sembra che le cose siano peggiorate. Il Grande Fratello è un esempio secondo me di "degrado mediatico" come tante altre trasmissioni, con particolare riferimento a quelle visibili sulla maggior parte delle Tv locali. Tutta l'Italia ci prende in giro per i nostri fantastici videoclip di neomelodici che rappresentano un'immagine non corrispondente alla nostra vera cultura musicale, o per lo meno non a quella che ci può rendere orgogliosi. Un'immagine che però è l'esempio di tanti ragazzini napoletani proprio perché è sempre rappresentata in Tv.
Scherzosamente ho detto che ci vorrebbe la patente per poter parlare in Tv, ma ti confermo seriamente la mia opinione: bisognerebbe far parlare ai microfoni persone più acculturate che possano costituire un riferimento. Quanto alla signora di Torre Annunziata, si deve tutto il rispetto, di cittadina, di mamma e di disgraziata, nonché il diritto di denunciare la sua situazione, ma che bisogno c'è di farla parlare ad un microfono? E' la Tv che dovrebbe scegliere con più cura le persone e sforzarsi di rappresentare una società più moderna.
Come ho sempre detto tra i media, in particolare quelli stranieri, c'è una sadica volontà di voler rappresentare Napoli attraverso degli stereotipi, quasi a voler dimostrare che ad un degrado urbano corrisponda un degrado umano.
Credo che se ci vogliamo un po' di bene dovremmo contrastare questi stereotipi e tentare di raccontare una realtà più evoluta che è fortemente presente anche se per adesso è pigra, un po' confusa e tristemente lassista.
Ciao! Premettendo che non intendevo, ne intendo polemizzare in alcun modo con te, trovo l'argomento interessante per cui ti rispondo.
Beh io ritengo che sul degrado della televisione italiana, e sulla sua importanza nel fornire modelli culturali soprattutto a chi non ha avuto possibilità di formare una propria cultura, non ci sono dubbi.
Il punto è che in un sistema come il nostro, dove dagli anni ottanta la Tv ha goduto di un lassismo politico senza precedenti, e di una serie di provvedimenti sempre tesi ad avvalorare l'idea di dare un'anima esasperatamente commerciale alla nostra Televisione, la situazione è quanto mai delicata. Con questi presupposti ci troviamo oggi a subire programmi che hanno come unico fine il profitto (quando non la manipolazione delle coscienze), e non solo sulle reti private. E' chiaro che per raccogliere il maggior numero di pubblico, si propinano ai telespettatori gli elementi più bassi della nostra cultura.. sesso, violenza, competizioni di ogni tipo.
In questo modo, per dirla con le parole di Tullio De Mauro, è evidente che ci possa essere un cosidetto analfabetismo di ritorno che, attenzione, non riguarda solo gli "ignoranti" ma può coinvolegere tutti, intendendo con analfabetismo di ritorno il fenomeno che vede protagonisti anche letterati e dottori vari, e che consiste nel lasciarsi andare ad un progressivo ridimensionamento dell'attività intellettuale adagiandosi alla fruizione facile di prodotti, spesso televisivi, di bassissima caratura.
Detto ciò, ritengo che nel caso della signora del video bisogna riconoscere che l'errore non è nel mostrarci la sua intervista, l'errore è nel non fornirci altrettanto frequentemente opinioni illustri di nostri concicttadini. Ma nel caso specifico si trattava di cronaca. Cronaca di un incendio, e quindi non vedo come ci si possa esimere dal raccogliere pareri dei diretti interessati. E la signora ha tutto il diritto di esprimere con educazione, e nella sua lingua, perchè di lingua si tratta, il proprio dolore e il proprio dissenso politico.
Non vedo come il giornalista avrebbe potuto operare una selezione delle testimonianze solo su base linguistico-culturale.
Sarebbe tuttavia opportuno, e qui siamo d'accordo, che chi ha il delicato compito di gestire l'informazione, soprattutto televisiva, avesse la bontà morale di rappresentare l'intera gamma di esperienze culturali presenti sul territorio.
Detto questo sono d'accordo con te sulla "sadica volontà" di rappresentarci arretrati e unicamente folkloristici. Ma forse c'è un disegno più ampio in questa strategia. Ho tutta l'impressione che non si tratti solo di disattenzioni o di atteggiamenti superficiali, quanto piuttosto di un metodo di delegittimazione quotidiana di una realtà che non ha il diritto di rivendicare la propria importanza politico culturale nel Paese. Napoli è più utile così ai nostri governanti, e con questo non voglio cadere in inutili banalismi.
Infine, certo noi rappresentiamo la parte "virtuosa" della città, ma girarsi dall'altra parte rispetto agli aspetti più imbarazzanti della nostra cultura contemporanea (leggasi neomelodici etc.) non ci aiuterà. I problemi bisogna conoscerli per affrontarli. E la domanda da porsi è sempre la stessa, da dove nascono questi disagi?
Ciao, figurati, neanche il mio tono era polemico, il discorso è abbastanza complesso comunque e merita giustamente degli approfondimenti che vadano oltre l'intervista in questione, sulla quale ti dico però che secondo me non c'entra la tipologia del servizio. In quel caso, se non c'era materiale valido, si evitava la dichiarazione del malcapitato e si completava il servizio con la voce fuori campo come accade in quasi tutti i servizi Tv. Forse hai una visione più democratica della mia su questo punto, ma io non credo che la Tv debba essere lo specchio della realtà, ma piuttosto uno strumento di educazione. Se fosse riconvertito come tale sarebbe un potentissimo mezzo per diffondere la cultura. Per quanto mi riguarda in questo la BBC è un modello di televisione da seguire.
A riguardo degli aspetti imbarazzanti a cui hai fatto cenno, non si tratta di girarsi dall'altra parte, ma di prendere le distanze che è cosa diversa. Credo che tutti conosciamo il fenomeno neomelodico, credo che lo conosciamo anche meglio degli altri vivendoci così vicino, non vedo come possa aiutarci osservare o apprendere qualcosa in più da un fenomeno che, come si è dimostrato in molti casi, inneggia alla camorra. Inoltre ascoltare su Canale 5 una giornalista dire a proposito di Marco Marfè "la città impazzisce letteralmente per lui" e poi sentirlo cantare subito dopo una della sue migliori hit "il fragolone" in diretta nazionale, non credo possa favorire l'immagine di tanti altri cittadini che non vi si riconoscono, ma anzi rafforza una sineddoche che è deleteria per i nostra identità.
Non siamo girati dall'altra parte, lo abbiamo visto bene Giuseppe Jr, bambino neomelodico di 10 anni, in una canzone invita una bambina a far l'amore con lui con riferimenti sessuali espliciti, o un'altra bambina con le forbici in mano che insegue il suo lui per evirarlo. Francesco Emilio Borrelli (ex assessore alla Provincia), nostro concittadino di Partenope, ha recentemente denunciato l'accaduto agli organi competenti.
Conoscere e affrontare è certamente la linea giusta, ma come? Credo che un buon inizio sia prenderne le distanze e mettere in minoranza un modello di società che altrimenti prendere il sopravvento e, ripeto, diventa un modello grazie anche ad uno strumento potente come la Tv.
Condivido e aggiungo che se la tv diventa lo specchio della società non c'è speranza alcuna per un'evoluzione della specie, ma solo per l'abbrutimento.