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La Bagnoli del futuro e gli ostacoli del presente

Un'aspettativa ed un intento comune per Bagnoli: un progetto di trasformazione, di evoluzione. Eppure, sulle scelte fatte e sulle azioni compiute il dibattito si divide tra cittadinanza, società e politica. Continui rinvii, ritardi, indecisioni e contrasti: ecco cosa sembra accompagnare il percorso di rinascita di Bagnoli.

Dopo anni, in questi giorni se ne torna a parlare con veemenza: il Tar della Campania ha annullato il Piano urbanistico esecutivo di Bagnoli. Il Tribunale amministrativo regionale ha infatti accolto un ricorso,  presentato da un cittadino di Bagnoli proprietario di un immobile nel borgo marinaio di Coroglio. Il motivo è che il porto canale previsto dal Piano interromperebbe il ripristino della linea di costa, aspetto centrale del percorso di recupero. Il porto-canale scaverebbe cioè, nella piana di Coroglio, oltre 500 mila metri cubi di terreno per impiantarvi una darsena grande come 7 campi da calcio. Io mi trovo in linea con gli interessi dei proprietari di barche, dei cantieri nautici e degli imprenditori turistici esigono il recupero dell'ultima spiaggia di una città di mare che rischia di diventare tale solo di nome.

Oggi la Iervolino ha dichiarato: "Non fermeremo i cantieri di Bagnoli, ricorreremo al Consiglio di Stato".  Due cantieri quindi, quelli per la Porta del Parco e per l’Acquario Tematico non si fermeranno poichè tali attività prescindono del tutto dalla sentenza; ma anche perché, sottolinea la Iervolino, "non si possono mettere a rischio altri 250 posti di lavoro a Napoli, dove già la crisi occupazionale è molto acuta". Un'esigenza sicuramente valida, ma che spero non serva a coprire e giustificare un'inefficienza.
 
E' un argomento sicuramente delicato, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate di questi recenti sviluppi.

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