Skip to Content

Una tranquilla domenica di disagi

Domenica 3 gennaio 2010. Vista la bella giornata soleggiata, decido di fare un giro nelle vie commerciali del Vomero, approfittando dei negozi aperti per il primo fine settimana di saldi.
Non che abbia in programma di fare chissà quali acquisti: semplicemente, dopo giornate trascorse a tavola per i cenoni, ho solo voglia di passeggiare un po' tra le isole pedonali di via Scarlatti e via Luca Giordano e di dare anche uno sguardo alle vetrine.
Da buon cittadino di Partenope, decido di muovermi da dove abito, al Centro Direzionale, utilizzando il mezzo pubblico, così da godermi una mattinata di relax senza l'assillo del traffico e del parcheggio ed evitando contemporaneamente di aumentare l'inquinamento in città.
Non è la prima volta che dal Centro Direzionale raggiungo il Vomero con bus o metro, ma è la prima volta che ho provo a farlo di domenica: un'esperienza avvilente! Ma andiamo con ordine.

Prima di uscire, mi connetto al sito dell'ANM per conoscere gli orari festivi del 130, linea circolare che da Poggioreale transita per il CDN e raggiunge via tangenziale il cuore del Vomero.
Sebbene in molte città (anche italiane) sia normale, per l'ANM non è invece normale pubblicare gli orari di transito per le singole fermate (è volere troppo!): su www.anm.it si trova semplicemente l'orario della prima e dell'ultima corsa e l'intervallo tra le varie partenze, che di domenica, per la linea 130, è di circa 21 minuti.
Un breve calcolo, e ci siamo: la corsa per me utile sarebbe transitata per il CDN alle 12.30 circa.

Chiudo la porta di casa che non era ancora mezzogiorno e subito mi imbatto nel primo ostacolo, tipico per tutti noi che nei giorni festivi vogliamo muoverci in città e lasciare l' auto in garage: l'acquisto del biglietto per il bus. In tutto il Centro Direzionale non trovo un solo tabaccaio, edicola o bar aperto per acquistare quel benedetto titolo di viaggio!
Nel frattempo i minuti passano, ed io mi trovo di fronte a tre opzioni:
A) salire sul bus senza biglietto
B) andare al Vomero con la macchina
C) rinunciare alla mia passeggiata.

Scartata subito l'ultima ipotesi, non prendo nemmeno in considerazione le altre due, tipiche di un atteggiamento che purtroppo a Napoli è molto diffuso ma di cui a Partenope non deve esserci traccia.
Dopo quasi mezz'ora passata a girovagare tra i viali deserti, mi viene in mente che nella stazione della Circumvesuviana del Centro Direzionale può essere aperta la biglietteria: intuzione giusta, anche se tardiva, perchè finalmente acquisto il biglietto che sono le 12.30 passate.
Non volendo perdere altro tempo, e considerato che probabilmente non ce l'avrei fatta a recarmi alla fermata del bus e prendere il 130, decido di restare lì e muovermi con i mezzi su ferro: Circum fino a Piazza Garibaldi, Linea 2 del metrò fino a Piazza Amedeo, e da lì funicolare fino a via Cimarosa. Escludo invece la linea 1, che tra una corsa e l'altra ha tempi di attesa molto elevati nei giorni feriali, figuriamoci in quelli festivi. 

Piccola parentesi. Più volte l'amministrazione cittadina si è vantata di aver velocizzato i trasporti urbani grazie alle "reti integrate" su rotaia: ciò forse è vero, ma non di giorno festivo. Perchè per aspettare le varie "coincidenze", ad ogni cambio ho perso diversi minuti, ed ho impiegato un'ora per fare un percorso che con il bus avrei coperto in mezz'ora scarsa.

Torniamo a noi. Esco dalla stazione della funicolare di via Cimarosa che sono le 13.30: più di un'ora e mezza da quando mi sono lasciato alle spalle il portone di casa! Ormai la mia "rilassante" passeggiata è andata a farsi benedire, tanto che dopo un breve giro per negozi (molti, tra l'altro, in pausa pranzo nonostante la prima domenica di saldi e la prossimità all'Epifania!), mi reco alla fermata del bus di via Bernini, dinanzi alla Galleria Vanvitelli, per aspettare il 130 e tornare a casa. Sono ormai le 14.10 circa, e sulla palina elettronica che indica i tempi di attesa non compare ancora nessuna notizia sul mio bus.
Non mi preoccupo più di tanto: sempre sul sito dell'ANM avevo letto che la domenica l'ultima corsa del 130 parte alle 14:00 da Poggioreale e, considerati i tempi di percorrenza, il bus sarebbe arrivato probabilmente verso le 14.30. Tempo pochi minuti, e sulla palina sarebbe comparso il tempo d'attesa. Invece del 130 non c'è nessuna traccia.

Sono passate le 14.50 quando, dopo aver atteso per quasi tre quarti d'ora che su quella palina comparisse uno straccio di notizia su un bus fantasma, desisto dal mio proposito di prendere l'autobus e decido per la Funicolare di Chiaia, poi linea 2 della metro e Circum. Come all'andata: un'ora.
Alle 16 sono finalmente a casa: la preventivata passeggiata "rilassante" è durata appena 30 minuti, mentre 3 ore e mezzo sono state buttate tra la ricerca di un biglietto e l'attesa alle varie fermate di bus che saltano le corse, e di treni e funicolari che nei weekend seguono orari di partenza a dir poco vergognosi.

Questa è solo la punta dell'iceberg dei disservizi che colpiscono chi vive al Centro Direzionale, quartiere che potrebbe essere un fiore all'occhiello della Napoli del XXI secolo, e che invece Palazzo San Giacomo continua a ignorare o, peggio ancora, ad ostacolarne lo sviluppo.
Un quartiere che nei weekend è terra di nessuno, che offre servizi zero ai residenti, trattati dalle istituzioni comunali come quelli delle periferie degradate.
Con la differenza che qui nessuno brucia i cassonetti, nè blocca le strade, nè occupa i binari per manifestare il  proprio "disagio sociale": un termine che vuol dire tutto e niente, con cui però Palazzo San Giacomo liquida, o meglio tollera, tutti i casi di degrado, sociale e materiale, in cui versano numerosi quartieri di Napoli. E'un'utile foglia di fico che i nostri amminsitratori continuamente utilizzano per coprire la propria incapacità di affrontare di petto problemi che non possono più essere ignorati.

4681630.000m
1191640.000m
4150530.000m

Commenti

Nessuno ha commentato questo pensiero
Siamo già
imprese