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... la gente non ha voglia ... Meno Male!

"... la gente non ha voglia di pensare cose ... negative  

la gente vuole godersi   in pace le vacanze  estive ... 

c'è la crisi mondiale che avanza e i terremortati sono ancora in vacanza ...  

...e vissero tutti felici e contenti ma  "disinformati" sui fatti...
                                               

... la verità è come il vetro che è trasparente se NON è appannato, per nascondere quello che c'è dietro "basta aprire bocca e dargli fiato" ...

... io me la prendo con qualcuno, tu te la prendi con qualcuno, lui se la prende con qualcuno, noi ce la prendiamo ..." 
                                    
                                                  

Ci sono due modi per essere ingannati: 
                                                               
credere alle cose false o non credere a quelle vere.                                                                                 

Cordialmente
Genius
          

          
     

     

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Commenti

NAPOLI (22 aprile) –
La bozza del decreto legge anti-ruspe è praticamente pronta.

Obiettivo principale: sospendere le procedure di demolizione già disposte delle abitazioni abusive in Campania (sino al dicembre del 2011) e far riaprire i termini del condono del 2003.

 
Fonte: Il Mattino del 22 aprile 2010
 
Genius

 


NAPOLI (23 aprile) -

«Sono sospese fino al 30 giugno 2011 le demolizioni degli immobili destinati esclusivamente a prima abitazione nel territorio della regione Campania».

È quanto si legge nel decreto approvato oggi dal Consiglio dei ministri.

Alla fine, si è deciso, così, di estendere lo «stop» all'intera Campania.

In una bozza del provvedimento circolata nei giorni scorsi la sospensione era stata limitata, invece, alla sola provincia di Napoli. Si tratta, si legge ancora nel testo, di «immobili stabilmente occupati da parte di soggetti che non hanno altra abitazione» e «costruiti entro il 31 marzo 2003».

Data dell'ultimo condono. Due soli «paletti». «Si procede in ogni caso alla demolizione ove vengano riscontrati pericoli per la pubblica o privata incolumità» e se «è stata accertata la violazione dei vincoli paesaggistici della normativa vigente».

Fonte: il Mattino

Cordialmente
Genius

Omsa & Golden Lady   - Made in … SERBIA
 
Il governo ci invita ad acquistare i prodotti italiani per far crescere la nostra produzione interna,
non acquistate prodotti esteri, aiuterete la nostra economia a risollevarsi.
Grazie
Letto e ... ripubblico.
Cordialmente
Genius
__________________________________________________
 
Boicottiamo Omsa, Golden Lady e altre marche di calze e collant per difendere 320 posti di lavoro…
febbraio 25, 2010 di unpodimondo
Nei giorni scorsi ho ricevuto un messaggio sulla situazione che vede oltre 320 dipendenti della ditta OMSA di Faenza in lotta per conservare il proprio posto di lavoro.  Fino a quando non ho ricevuto l’e-mail sottostante non conoscevo questa situazione: d’altra parte i media di regime non diffondono queste notizie,  impegnati come sono nelle polemiche sui gesti di Mourinho o sull’esibizione  canora del principe in quel di Sanremo…
Vi giro il messaggio chiedendovi di  aderire al boicottaggio, per difendere le lavoratrici di Faenza.
Oggetto: Per non soccombere in silenzio
Amiche e amici,
vi porto via un po’ di tempo raccontandovi quello che sta succedendo in questi giorni a Faenza, più o meno nell’indifferenza generale.
Lo stabilimento OMSA di Faenza (RA) sta per essere chiuso, non per mancanza di lavoro, ma per mettere in pratica una politica di delocalizzazione all’estero della produzione.
Il proprietario dell’OMSA, il signor Nerino Grassi, ha infatti deciso di spostare questo ramo di produzione in Serbia, dove ovviamente la manodopera, l’energia e il carico fiscale sono notevolmente più bassi.
Questa decisione porterà oltre 300 dipendenti, in maggior parte donne e non più giovanissime, a rimanere senza lavoro. Le prospettive di impiego nel faentino sono scarse e le autorità hanno fatto poco e niente per incentivare Grassi a rimanere in Italia o per trovare soluzioni occupazionali alternative per i dipendenti, salvo poi spendere fiumi di parole di solidarietà adesso che non c’è più niente da fare.
Da giorni le lavoratrici stanno presidiando i cancelli dell’azienda, al freddo, notte e giorno, in un tentativo disperato di impedire il trasferimento dei macchinari, (tentativo documentato anche da Striscia la Notizia sabato scorso, ma ad onor del vero il servizio è stato brevissimo e piuttosto superficiale).
Personalmente, non sono coinvolta nel problema, ma trovo sempre più allucinante che in Italia non esistano leggi che possano proteggere i lavoratori dall’essere trattati come mere fonti di reddito da lasciare in mezzo a una strada non appena si profili all’orizzonte l’eventualità di un guadagno più facile.
Le lavoratrici OMSA invitano tutte le donne ad essere solidali, boicottando i marchi
Philippe Matignon
Sisi
Omsa  
Golden Lady
Hue Donna
Hue Uomo
Saltallegro
Saltallegro Bebè
Serenella.
Vi sarei grata se voleste dare il vostro contributo alla campagna, anche solo girando questa mail a quante più persone potete.
Grazie mille per l’aiuto e il supporto che vorrete dare a queste lavoratrici, ennesime vittime di una legislazione che protegge più gli imprenditori dei dipendenti.
 
 
Link:

 

Ladri di … Futuro &
Silenzio stampa.

Gli indagati sono stati definiti «ladri di futuro» dal procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Corrado Lembo. Impressionante l'elenco di reati contestati:

disastro ambientale
avvelenamento di acque
 truffa aggravata
danneggiamento di acque ed edifici pubblici
gestione illecita di rifiuti
immissione di rifiuti in acque superficiali ed abbandono su suolo
interruzione di pubblico servizio
distruzione e deturpamento
scempio paesaggistico ambientale
omissione di atti d'ufficio
falsità in atti commessa anche da pubblici ufficiali.

«Il dato più allarmante - ha commentato il procuratore generale, Vincenzo Galgano - è l'indifferenza generalizzata per la salute e per il futuro.

Non è un problema solo giudiziario: queste persone hanno tolto vivibilità e salute non solo ai figli, ma anche alle generazioni future, eppure di questi argomenti non si parla quanto sarebbe necessario. Ora vigileremo affinchè la Regione faccia le bonifiche».
 
Fonte : Il Mattino
 
Genius

 

Hanno avvelenato i Regi Lagni: 22 arresti
IN MANETTE I DIRIGENTI DELLA HYDROGEST (all'interno i nomi). Sono 25 le aziende bufaline finite sotto sequestro. Sigilli anche agli impianti di depurazione di Villa Literno, Orta di Atella e Marcianise.
 
Fonte: Interno 18
 
 

  

Il «grande progetto» di risanamento dei Regi Lagni si avvia verso la fase operativa.

Si deve bonificare l'area per restituire il territorio a livelli accettabili. 

Non credo che basteranno pochi mesi o pochi anni.
Dubitate dei miracoli ... esecutivi.

Di sicuro deve essere obbligatoriamente fatto per restituire giustizia ad un territorio violentato dalla camorra e dalla politica. 

Nel sito dell'ARPAC esiste la mappatura dei
"Regi Lagni Giardini d'Europa"dove sono stati individuati rifiuti scaricati e allacciamenti di scarichi avusi di liquami direttamente nei canali.

Per agevolare la lettura della mappa (in corso di aggiornamento continuo) ho inserito il link:


http://www.regilagni.it/index.php?option=com_wrapper&view=wrapper&Itemid=72

Ho provato a contare se sono di più le

"S" di Scarichi oppure le "R" di Rifiuti ... ma non ci sono riuscito... vuoi provarci tu? 

Potrai conoscere la dimensione attuale del ... fenomeno.

Genius

 

Disoccupati suicidi ……….. silenzio stampa
 
In Italia non si è ancora agli agghiaccianti numeri di Telecom France, dove dal 2008, in un anno e mezzo 25 persone si sono tolte la vita in una situazione di terrore aziendale sviluppatasi in seguito a una ristrutturazione gestita in maniera selvaggia, ma anche da noi il fenomeno della disperazione a fronte delle difficoltà lavorative esiste, anche se colpevolmente sottovalutato.
L’argomento suicidio-disoccupazione è un tabù ancora difficile da infrangere: si preferisce non approfondire l’argomento come fosse inesplicabile e remoto. A differenza di altri campi, dove abbondano ricerche, numeri e interpretazioni, su questo fenomeno non esistono specifiche indagini e anche nei resoconti di cronaca, il fattore mancanza di lavoro viene spesso liquidato come una nota a margine, citato come un epitaffio e sempre sottodimensionato rispetto a vaghi “disagi personali”.
 
NOTO (Siracusa) - Nella Sicilia "capitale" del non lavoro, in cui quasi una persona su tre - tra la popolazione attiva - non riesce a trovare un impiego, la preoccupazione e la paura di restare senza fonti di sostentamento hanno fatto una seconda vittima. Dieci giorni fa, a Palermo, un disoccupato si era suicidato impiccandosi, platealmente, davanti alla sede del Comune
 
REGGIO EMILIA
Un disoccupato di origini torinesi ha ucciso nel sonno moglie e due figli, uno di 19 anni, l’altro che non ne aveva compiuti cinque - sopravvissuto alle ferite ma morto in serata - e ferito gravemente la padrona di casa che da 20 anni ospitava la famiglia. Poi ha ingurgitato una gran quantità di farmaci e di alcol, ha chiamato il 113 per avvertire del dramma e poi si è gettato dalla finestra finendo in coma.
 
Fonte: La Stampa
 
 
Il silenzio dei … più deboli e vulnerabili.
 
Genius

… Un tempo facevano girare il Paese. Oggi fanno solo disperare. Non si contano le ciminiere innalzate, in mezzo secolo, a indicare presunto progresso e un certo benessere collettivo. Erano le fabbriche nate per la soddisfazione dei bisogni. Pur non concedendo mai nulla alle esigenze dei lavoratori, hanno comunque segnato la vita degli italiani, dando una qualche identità (solo) a chi ci lavorava (negandola agli altri, specie se immigrati). Erano gli anni dell’usa e getta che tutti identificavano nella lametta da barba senza immaginare che nel cestino finisse l’intero Paese. Le fabbriche, si diceva, portano sviluppo. Poco importava (anche al sindacato) se, così facendo, si inquinavano sia la cultura politica che il suolo, l’acqua e l’aria. Quegli stabilimenti rappresentavano, in pratica, l’espressione massima, la più evidente, di un’economia che prometteva la felicità, producendo e distruggendo. Tutto. Dalle calze all’alluminio, dai televisori alla ceramica, dalle moto alle autovetture. 
 
Ora di quell’economia non c’è più niente. L’industria si è fermata. Al suo posto, l’angoscia delle persone….
 
AZIENDE IN CRISI E POSTI DI LAVORO A RISCHIO
Fiat auto: annunciata chiusura di Termini Imprese. 1.500 lavoratori coinvolti più l’indotto.

Antonio Merloni: elettrodomestici. 3.000 lavoratori coinvolti nella crisi.

It holding: abbigliamento, in amministrazione controllata. 1.700 lavoratori, di cui 800 a Isernia.

Mariella Burani
: abbigliamento, in liquidazione. 2.200 lavoratori.

Vinylis
: ciclo del cloro, 150 lavoratori in Cigs, impianti fermi nei tre siti: Porto Torres, Marghera e Ravenna. 470 lavoratori coinvolti.

Videocon Anagni
: televisori. Cassa integrazione a zero ore per 1.300 lavoratori.

Eurallumina
: produzione materia prima di allumina. 1.000 lavoratori in cassa integrazione a zero ore.

Basell (ex Montedison): propilene, la multinazionale americana ha comunicato la chiusura dello stabilimento di Terni: 140 lavoratori. Tra indiretti e indotto, sono coinvolti altri 800 lavoratori.

Glaxo: Verona, la multinazionale ha annunciato la chiusura del centro ricerche di neuropsichiatria. Il centro occupa 550 ricercatori più 200 addetti ai servizi.

Merck Sharpe & Dohme: Pomezia, a luglio chiude i battenti e per i 150 dipendenti della Irbm scatterà la cassa integrazione. 

Pfizer: Nerviano, farmaceutica. Nel 2008 vende all’islandese Actavis Group. 340 dipendenti in organico continuano a lavorare a rotazione nello stabilimento alle dipendenze della nuova società.

Ex Eutelia (Agile): servizi informatici, metà dei dipendenti rischiano il licenziamento su un totale di 8.500.

Alcoa: la multinazionale americana di alluminio annuncia la chiusura a novembre. Accordo per la continuità produttiva fino ad agosto 2010. La vertenza coinvolge 1.500 lavoratori più l’indotto.

Italtel: annunciato un piano di ridimensionamento delle attività nelle sedi di Milano, Roma e Palermo. 850 esuberi.

Finmeccanica
: 1.500 lavoratori a rischio cassa integrazione nel comparto dell’aeronautica, in alcuni settori della difesa e nello spazio. 

Fincantieri: i lavoratori in cassa integrazione sono attualmente circa 700, saliranno a 1.200 a metà anno per arrivare a 1.600 a fine 2010.

Yamaha: Brianza, annuncia di trasferirsi in Spagna. 66 dipendenti che dovevano essere licenziati hanno ottenuto la cassa integrazione.

Nokia: Cinisello Balsamo e Cassina De Pecchi, annunciato trasferimento a Dallas. 350 dipendenti in cassa integrazione a zero ore a rotazione per tre mesi. 

Alcatel: Battipaglia, 400 lavoratori a rischio. 

Eridania-Sadam: previste procedure di messa in mobilità per i 330 dipendenti.

Omsa (gruppo Golden lady): collant, 340 dipendenti di cui 320 donne, decisa la chiusura dello stabilimento di Faenza per trasferire le macchine nello stabilimento in Serbia. 
 
L’ISTAT: PERSI 380MILA OCCUPATI
L’economia italiana ha bruciato, nel 2009, 380mila posti di lavoro con un tasso di disoccupazione schizzato al 7,8%.
La fotografia sul lavoro perso dal governo Berlusconi è dell’Istat, che ha diffuso i dati sul mercato del lavoro nell’ultimo trimestre dell’anno appena trascorso.

«Alla flessione robusta dell’occupazione maschile (-2%, pari a -274mila unità in confronto alla media 2008), si associa quella meno accentuata, ma comunque rilevante, dell’occupazione femminile (-1,1%, pari a -105mila unità)», sottolinea l’Istat.
A livello territoriale, la discesa dell’occupazione resta contenuta allo 0,5 nel centro ma raggiunge l’1,3 nel Nord e il 3 nel Mezzogiorno. Si conferma inoltre elevato il numero di inattivi, che in media annua sale del 2,3 per cento e porta il totale a 14,8 milioni.
Il tasso di disoccupazione  aumenta di 0,6 punti percentuali arrivando al 37,6 per cento.
Il tasso di disoccupazione degli ultimi tre mesi del 2009, espresso in termini destagionalizzati, aumenta però all’8,6 per cento, 1,5 in più rispetto al terzo trimestre dello scorso anno.
 
L’articolo completo di Pino Di Maula su TERRANEWS
 
 
Le notizie, spesso “spariscono dall’informazione”, e sufficiente non parlarne per dare l’impressione che il problema non esiste.
Una sorta di Tutela della salute pubblica per non creare “preoccupazioni ingiustificate” ed incontrollabili nella popolazione.
-      Informazione + tranquillità
La drammatica realtà viene vissuta in solitudine e senza nessun interlocutore disponibile ad ascoltare, la politica pronta a sostenere il disagio con sussidi (elemosina) a carico dei contribuenti (tutti i cittadini) sottraendo risorse economiche allo sviluppo economico e agli investimenti che non verranno mai fatti.
Il sud, la Campania in particolare ha assistito inerme allo svuotamento del comparto industriale e commerciale, il governo ha tutelato le proprietà ma non ha preso in considerazione la tutela dei lavoratori che sono disperati di fronte alla impossibilità di poter garantire una sussistenza alla propria famiglia.
Notizie allarmanti che è meglio evitarne la diffusione.

Genius
 
 

Ho ricercato un 'vecchio post'... pubblicato il 17 Giugno 2010

Oggi è il 16 Gennaio 2012 ...

Come siamo messi adesso?

Cosa è cambiato per noi?

Siamo migliorati o siamo peggiorati?

Di sicuro fino ad adesso siamo ... 'sopravvissuti', ma come ci siamo riusciti?

e quali sono i consigli per poter contuinuare a sopravvivere,

o se è rimasta ancora la ... 'forza' ma ancor di più la ... 'volontà', come possiamo CAMBIARE  questa drammatica situazione?
 

IDEE per la rinascita del Paese CERCASI.


Cordialmente
Genius

 




SI MOLTIPLICANO I SUICIDI TRA PERSONE CHE HANNO PERSO IL LAVORO

Diciamolo a voce alta.
In una società civile, nessuno dovrebbe essere spinto a togliersi la vita, poiché costretto a finire senza occupazione e in mezzo a una strada.

La fame di lavoro dovrebbe essere un malessere da tempo superato, se si riesce a sperperare decine e decine di migliaia di miliardi, per abbellimenti e per quant'altro, che – nella logica delle priorità – dovrebbero cedere il passo alla soluzione delle esigenze primarie.

E invece, l'Italia dei ricchi fa finta di non accorgersi che i poveri sono in aumento.
Non getta neppure uno sguardo distratto sulle orribili periferie della città, dove c'è fame di tutto. Non solo di lavoro, ma anche di scuole, di strade, d'illuminazione, di spazi per il tempo libero.

Dove, in estrema sintesi, c'è fame di decenza.
E fa finta di non accorgersi che la disoccupazione, in percentuali insopportabili nelle regioni meridionali, allarga l'area del rifiuto della legalità.

Quando non si riesce a mettere niente sotto i denti, è facile mettersi sotto i piedi precetti, prescrizioni e divieti.
È facile saltare il fossato, per andarsene in compagnia dei delinquenti.
Per diventare, se non complici, comunque fiancheggiatori o spettatori silenziosi delle condotte degli uomini di malaffare.


Qualcuno, magari un giovane più fragile, non ce la fa proprio a intrupparsi con i delinquenti e preferisce la solitaria “scelta” di cedere alla disperazione.

Preferisce rispondere all'estrema umiliazione della povertà con l'irreparabile “scelta” della morte.

Forse pensa che il suo gesto serva a scuotere le coscienze e sia di stimolo per quanti dovrebbero provvedere a risolvere i bisogni elementari dei più poveri.

Forse attribuisce al suo sacrificio un valore superiore a quello che, in questa società di mercanti, siamo disposti a riconoscere.

In ogni caso, quanti ancora abbiamo voglia di interrogarci, anche pubblicamente, sulle tragedie della disperazione, non possiamo limitarci a una semplice presa d'atto, accompagnata magari da un sentimento di pietà.

Abbiamo, invece, il dovere di denunciare, senza sconti per nessuno, le inaccettabili diseguaglianze, gli oltraggi alla libertà e alla dignità delle persone.

Non sono questi mali ineliminabili della società né costi necessari da pagare al progresso.

Non c'è crescita civile e morale compatibile che imponga il consapevole abbandono di altri esseri umani.

Alle statistiche e alle rigide regole degli economisti preferiamo opporre gli sforzi testardi e umili di quanti credono e operano nella solidarietà e non ammettono che qualcuno possa non essere considerato.

Preferiamo unirci a quanti sanno dare luce e speranza agli emarginati, invitandoli – nonostante tutto – a credere nell'esistenza di un minimo di giustizia sociale.

Di questa c'è un diffuso bisogno se siamo convinti di non far parte di un grande mercato, ma di una società di uomini

 

Tratto dal blog : SALTOMORTALE

 

... nessun ulteriore commento ...

Genius



Napoli, 30 settembre 2010 -

Un operaio che lavorava nell’indotto di Fincantieri a Castellammare di Stabia si sarebbe suicidato impiccandosi. La notizia è stata data nel corso dell’attivo unitario di Fim e Uilm a Napoli dal segretario regionale campano della Uilm Giovanni Sgambati.

Secondo quanto si è appreso, il suicida è un operaio di 32 anni che lavorava per una ditta di pulizie che effettua servizi all’interno dello stabilimento Fincantieri. L’uomo si è impiccato utilizzando una corda.

L’operaio si chiamava Vincenzo Di Somma, era sposato ed aveva due figli 6 e 8 anni. L’uomo lavorava per l’indotto del cantiere del Napoletano e in modo specifico per la ditta ‘Dnr’.

Vincenzo era stato licenziato da quasi un anno e da quattro mesi non percepiva il sostegno di disoccupazione essendo, dunque, senza reddito. Secondo quanto si è appreso l’operaio lavorava da circa sette anni per la Fincantieri.

Genius

L'Italia ha al collo la corda della mancanza totale di un mercato del lavoro serio, che punti sui lavoratori e in particolare sui giovani, non per sparargli sfruttandoli e costringedoli all'emigrazione, ma per formarli e renderli pronti ad affrontare il futuro. Il futuro che non è una nuova estensione del Risiko (come purtroppo ci sembra ogni giorno di più), ma è un diritto inalienabile dell'umanità. Se a tutto questo aggiungiamo il calcio allo sgabello sferrato dalla crisi economica più grave dopo quella del '29, quale potrebbe essere il risultato?


La crisi, era già stata paventata nel 2007, i segnali internazionali erano l'evidente punta di un iceberg che stava per affiorare e presumevano accadesse comunque più avanti, ma la situazione è precipitata in maniera anticipata e ha travolto tutta l'economia virtuale trascinando nel baratro anche l'economia reale.

Al di la delle responsabilità di una finanza senza controllo basata su prodotti artificiali "vuoti" di contenuto, i governi per far fronte agli "effetti", si sono preoccupati di tutelare solo le banche per non farle fallire.

Ma  le iniziative intraprese sono state esclusivamente a tutela del patrimonio dei banchieri garantendo una sopravvivenza "statale".

 La parte debole, i cittadini, le piccole imprese, non hanno potuto fare altro che soccombere al potere.

Le imprese continuano a fallire chiudendo attività in italia, e aprendole all'estero per noti vantaggi di costi di mano d'opera, di costi dell'energia, di costi delle tasse che sono più leggere. 

Argomenti, che i governi che si sono succeduti non hanno hanno messo in cantiere per consentire al povero cittadino di procurarsi risorse e riprendere la propria attività e far ripartire l'economia.

Ci hanno martellato continuamente per acquistare auto gia vecchie (euro 4) con incentivi che servivano a garantire un reddito alle case automobilistiche come se l'auto fosse una esigenza primaria per il cittadino.

Nulla invece è stato fatto per controllare il prezzo del grano che contemporanemaente è stato sottoposto a speculazione finanziaria, o al prezzo di vendita del carburante che serve per far "funzionare" una nazione, che nonostante il costo di produzione industriale NON supera 52 centesimi di Euro viene venduto alla pompa ad OLTRE 1, 25 Euro o quant'altro, vedi social card, incentivi per acquisto decoder digitale terreste, per acquisto elettrodomestici, inutili ed inefficienti iniziative che hanno tra l'altro inciso sul debito pubblico e sottratto risorse economiche utilizzabili per uno sviluppo concreto.

Domande che nessuno ha fatto, neanche i giornalisti, le associazioni di consumatori, il cittadino e nessuno ha sentito la "necessità" di dare una risposta concreta per rimuovere gli ostacoli che impediscono la ripresa reale, lasciando insoluti i problemi sociali.

 

Non è stata pensata a nessuna strategia di sviluppo per favorire l'accesso al credito per le imprese, favorire i consumi, e lo sviluppo industriale, anzi sono stati spesi i soldi destinato allo sviluppo economico per pagare gli oneri sociali di disoccupazione, bruciando definitivamente risorse che sarebbero dovute servire per investire sul        "futuro"  . 

Gli evasori sono stati privilegiati e gli onesti sono stati penalizzati. 

E' stato consentito, e probabilmente appoggiato per motivi politici, lo "svuotamento" del tessuto industriale nel centro sud in particolare dove la presenza di lavoro erà già un problema grave "prima" della crisi, hanno creato spaccature nei sindacati per essere liberi di dominare e demolire i diritti acquisiti in cambio di una elemosina occupazionale basata sul ricatto, ultimo esempio la Fiat a Pomigliano, a cui vengono palesati investimenti per costruire nuovi modelli e rilanciare lo stabilimento, ma solo in "cambio" di contratti di lavoro più precari ... ohps! più flessibili.

Il "ricatto" al sud passa per i diritti negati e si propone ad una popolazione già "povera" di servizi oltre che di lavoro "serio" per avere un occasione per ripristinare a dei livelli di dignità che rasentano la mediocrità.


Genius   

   


Caro Genius, diciamo che le radici della crisi affondano nel grasso terreno dell'economia dei "fantastici" anni Ottanta. La bolla finanziaria s'è andata gonfiando anno dopo anno, le banche hanno erogato quantità esorbitanti di denaro e ora, come è ovvio, di fantastico c'è rimasto solo l'esplosione della bolla. In Italia, a parte pochissimi casi di vera gestione finanziaria sia nel pubblico che nel privato, la concezione dell'economia e del mercato del lavoro è molto vicina al gioco del Monopoli. E neanche giocato tanto correttamente.

Già, ma noi parte lesa, non abbiamo sufficienti strumenti per difenderci.

Abbiamo ceduto senza contrastare gli eventi e ne subiamo le conseguenze, siamo stati finora degli spettatori.
 
Lo spettacolo NON ci piace ma continuiamo a guardarlo in attesa di andare a fare pipì quando farà la ... pubblicità, per essere più ... liberi.

Cordialmente
Genius

    


Voto di scambio a Casal di Principe, 5

indagati. Perquisite le sedi di Pdl e

Udeur

 
ultimo aggiornamento: 19 aprile, ore 20:07
Caserta - (Adnkronos/Ign) - Le indagini riguardano le elezioni per il rinnovo del consiglio comunale, sciolto per inadempienze sulla raccolta dei rifiuti
 
Caserta, 19 apr. (Adnkronos/Ign) - Sono cinque, per il momento, gli indagati per un presunto voto di scambio tra partiti e camorra nell'ambito del voto elettorale per il rinnovo del consiglio comunale a Casal di Principe (Caserta), sciolto per inadempienze sulla raccolta dei rifiuti. I cinque sono accusati di associazione mafiosa e voto di scambio politico-mafioso.
E' questo il risultato di una giornata di perquisizioni, nove in tutto, eseguite dai carabinieri del comando provinciale di Caserta e dai carabinieri della compagnia di Casal di Principe. I militari hanno perquisito le abitazioni di sette politici locali, oltre alle sedi del Pdl e dell'Udeurdi Casal di Principe.
Tra gli indagati vi sarebbe un assessore comunale uscente del Pdldi Casal di Principe e un consigliere comunale di Caserta appena eletto dell'Udeur. Altri due indagati sarebbero presunti affiliati al clan dei Casalesi del gruppo Schiavone. Tutti e cinque comunque - secondo quanto trapela da fonti investigative - sarebbero riconducibili alla cosca capeggiata da Francesco Schiavone.
I carabinieri hanno sequestrato un'ampia documentazione nel corso delle nove perquisizioni eseguite. Il forte sospetto è che vi sia stato un "giro molto largo di voti per il rinnovo del Consiglio comunale di Casal di Principe, con elargizioni di denaro per acquisire preferenze".
Adesso dovrà essere esaminata tutta la documentazione per chiarire se vi siano altri personaggi coinvolti in questa vicenda, i rispettivi ruoli e le cifre stanziate per l'acquisto dei voti.
 
 
Fonte: adnkronos
 
 
Genius

Crolla una palazzina industriale a via Gianturco.

L'edificio era dismesso e abbandonato da anni in quanto dichiarato inagibile, quindi da demolire.

Era occupato abusivamente da senzatetto polacche che sono rimaste vittime del crollo oltre ad altri feriti ricoverati al Loreto Mare.

Pongo all'attenzione alcune domande:

Se l'edificio era inagibile, quindi un pericolo per la pubblica incolumità, come mai non era transennato per impedirne l'accesso dall'esterno?

Come mai il proprietario dell'edificio, responsabile per i danni procurati per la mancata custodia non è stato indagato ancora per omicidio colposo?

Il controllo del territorio è di competenza della Prefettura, come mai nessuno era a conoscenza delle persone che occupavano illecitamente quel luogo senza sentirsi responsabili per la loro incolumità?

Nel centro storico esitono alcune decine di edifici che sono stati dichiarati inagibili da anni, ma occupati anch'essi da persone in maniera abusiva, attendiamo il prossimo crollo per scoprire altre vittime dalle prossime "identiche macerie" e della "identica inettidudine"?

La Prefettura ha mai fatto un censimento degli edifici pericolanti diffidando i proprietari per la demolizione o per la messa in sicurezza?

Queste ed altre domande non avranno mai risposta se nessuno le pone.

Cordialmente
Genius

Napoli sembra inerme dinanzi alla crisi economica che ha colpito il capoluogo partenopeo ed il mondo intero.
 
Continuano a crescere senza sosta i numeri dei senza fissa dimora in città.
 
Oltre 1.500 i clochard in città ed una vera e propria strage con morti oramai all’ordine del giorno.
 
Sono italiani, stranieri, giovani, anziani, donne, bambini: tante storie diverse di vite difficili, che finiscono per strada quasi mai per una scelta.
 
 
Il problema mai affrontato, risulta essere diventato un grave problema sociale sia per l’aspetto umanitario, che migliaia di persone vivono per strada nell’indifferenza istituzionale, sia per l’aspetto d’immagine della città.
 
Conviviamo con indifferenza un aspetto della società che non ha mai trovato una risposta istituzionale.
 
La presenza sul territorio di associazioni di volontari che sostengono con cibo, coperte e conforto morale o quant’altro, rappresenta solo una goccia d’acqua rispetto all’oceano di bisogno di persone inesistenti.
 
Persone che non sono censite, non sono note alle autorità, non si conosce l’identità, i motivi della loro permanenza per strada.
 
Persone che non esistendo “ufficialmente” non rappresentano un problema da risolvere, sono lì sotto gli occhi di tutti, ma nessuno, neanche il prefetto ritiene di doversene occupare.
 
La gente prova fastidio e disgusto, oltre a pietà e rabbia,
si pone “momentanee” domande sul perché, non trovando risposte passa oltre.
Le proprie preoccupazioni, i propri problemi sono tanti e il tempo dedicato all’argomento è stato anche troppo.
 
 


Grazie per la ... momentanea attenzione.

Genius

  

"Se non è un problema mio allora non è un problema". Semmai sarebbe questa la cosa che ci si sentirebbe dire, caro Genius.
Ieri, mentre guardavo il tg sono rimasta impressionata dalle voci di alcuni passanti che urlavano alla telecamera cose come:"Embè? Manco io tengo che magnà, mica sulo 'lloro?". L'egoismo e il menefreghismo espresso in questa circostanza, sono la chiara espressione della guerra tra poveri che si è scatenata in Italia in generale e nel Mezzogiorno, in particolare. Ogni persona  per il solo fatto di esistere è un potenziale nemico da neutralizzare, con buona pace dei principi umani. E questo accade a tutti i livelli, figurarsi tra le fasce della popolazione più disagiate come i disoccupati, i senzatetto e gli immigrati!
Oltre agli aiuti delle organizzazioni umanitarie e all'impegno delle istituzioni ci vorrebbe un po' di sana Umanità. Quella che ci rende diversi dagli animali. Almeno in teoria.


Io protesto Tu inquini Lui froda e fa soldi


A Rosarno avevano proprio ragione i ragazzi neri che protestarono violentemente dopo le fucilate notturne che avevano ferito un paio di loro. Avevano ragione ma dovettero scappare dal paese calabrese dove per anni erano stati chiamati per raccogliere gli agrumi destinati all’Italia e all’Europa. Ma con la contrazione dei consumi e con le sovvenzioni europee all’agricoltura, la gran parte di quelle arance conveniva lasciarle sugli alberi o marcire in terra, i neri quest’anno se ne dovevano andare via prima, stagione breve, bisognava farglielo capire.

Fucilate. Rivolta, auto bruciate, barricate di cassonetti in fiamme, reazione “popolare”, scontri, e poi la grande fuga e la distruzione dei poveri tuguri dove i neri vivevano.
A Rosarno nei giorni scorsi sono state sequestrate dalla magistratura decine di aziende agricole, arrestati numerosi imprenditori e denunciati parecchi altri: sono accusati addirittura di riduzione in schiavitù, hanno fatto lavorare quei ragazzi fino a 14 ore al giorno, li hanno ricattati, hanno sfruttato al nero il lavoro dei neri, non hanno pagato contributi e tasse. La frode fiscale è imponente. Parecchi già noti per appartenenza alle cosche malavitose sono accusati anche d’aver fomentato la “reazione popolare”.

Complici o ingannati coloro che poi fecero i cortei con gli striscioni “non siamo razzisti”?
 

A Pianura, quartiere periferico napoletano, un anno fa barricate, autobus incendiati, scontri con la polizia, per impedire la riapertura di una spaventosa discarica provvidenzialmente chiusa anni prima (fu perfino promesso di bonificarla, ricoprirla e farci un campo da golf e un grande parco giochi).
Ora è ufficialmente accertato quello che s’era visto e capito fin dai primi disordini: la malavita ha fattivamente collaborato alla democratica protesta mandando in giro ben pagati giovanotti su motorini a mobilitare le masse e a distribuire taniche di benzina, e riuscendo nel contempo a scaricare tonnellate di rifiuti tossici nella combattuta discarica che per loro non è stata mai chiusa, nonché a realizzare alcune migliaia di vani abusivi con centinaia di operai al lavoro e un imponente andirivieni di camion e macchinari edilizi.

Lo hanno rivelato le conversazioni intercettate di alcuni adesso sotto processo.

Nella provincia di Caserta sono stati arrestati una decina di allevatori di bufali e imprenditori caseari che da alcuni decenni scaricavano indisturbati ogni genere di rifiuti tossici nella mirabile rete di canali di bonifica e irrigazione realizzati in epoca borbonica, chiamati per l’appunto “Regi Lagni”. Nei canali venivano scaricati anche i rifiuti tossici industriali non solo della Campania, ma anche “importati” dalla camorra da industrie del Nord, proprio come nel romanzo e nel film “Gomorra”. Hanno inquinato migliaia di ettari agricoli, chilometri di litorale lungo la via Domiziana, reso impraticabili mare e spiagge che un tempo facevano invidia alle più rinomate località balneari del mondo. Così per decenni.

Manifestazioni di protesta? Nemmeno una.

Dati dei Carabinieri (Tutela ambientale) e Legambiente dicono che ogni anno spariscono nel nulla da 12 a 15 milioni di tonnellate di rifiuti, equivalenti a una montagna vasta tre ettari e alta 1500 metri. Per trasportarla ci vogliono migliaia di camion, anch’essi “invisibili”.

Lo smaltimento abusivo consente di risparmiare anche l’80% dei costi. Cifre da far chiudere gli occhi.

di Eleonora Puntillo

tratta da: Altritaliani


Genius

Degli incentivi ai consumi si fa un gran parlare in questi giorni, anche perché da più parti si sostiene che siano insufficienti a rimettere davvero in moto l’economia italiana.

Quello che non si dice invece è che, non solo l’impatto di questi bonus sarà irrisorio, ma proprio grazie al decreto incentivi, il governo ha deciso di infilare alla chetichella un emendamento che procurerà ulteriori danni ai consumatori.

Si tratta di una norma che riguarda il tanto controverso rimborso dell’Iva sulla tassa per i rifiuti.
Ora ecco la fregatura sotto forma di un emendamento, come accennato, che recita così:

“qualora l’ente gestore del servizio di smaltimento rifiuti abbia fatturato, sbagliando, direttamente all’utente un importo maggiorato di Iva, comunque l’utente non potrà agire per recuperare l’indebito, perché l’Iva deve essere considerata una quota della Tariffa di igiene ambientale o della Tariffa integrata ambientale”.

Insomma, l’Iva pagata fa parte della tassa in pratica, chiamatela come volete, ma di certo non potrete avere indietro i soldi. Il provvedimento da tempo annunciato dunque, alla fine è arrivato, e prova a sanare una situazione che per le associazioni dei consumatori non è per niente chiara, e quindi annunciano battaglia.
 
 
Genius

Quasi tutte le vongole vendute in Canpania provengono da Comacchio ...

Stanno morendo insieme ai ricci e ad altre specie animali, ma quelle che esportano a Napoli sono sicure o sono al sapore di ... gasolio?

A due mesi dal disastro del fiume Lambro il Wwf lancia un segnale di allarme per la moria di vongole segnalata recentemente dai pescatori del Delta del Po.
In questi giorni si stanno osservando, spiegano gli ambientalisti, anche insoliti contingenti di ricci e stelle marine spiaggiati in diversi litorali.
Le cause sono ancora ignote ma, ancora una volta e a distanza di due mesi dall`inquinamento da idrocarburi, il Delta del Po, uno degli ambienti più ricchi di biodiversità d`Italia per le sue estensioni di zone umide e lagune, è al centro delle cronache ambientali e, ancora una volta, emerge prepotentemente la sua estrema vulnerabilità.

907-Vongole

Il WWF sottolinea come a due mesi di distanza dall`emergenza, caratterizzata dallo sversamento di circa 2800 tonnellate tra gasolio e oli combustibili, si sia ancora in attesa dell`ordinanza che avrebbe dovuto sbloccare e avviare un piano di monitoraggio per valutare le conseguenze sull`intero ecosistema dell`inquinamento di idrocarburi di marzo.

“Come era prevedibile ai proclami, peraltro esageratamente rassicuranti, della protezione civile e del ministero dell`Ambiente, non sono seguite le urgenti azioni necessarie e, ad oggi non è dato sapere se siano disponibili o meno i, ‘forse’, 12 milioni di euro, che – aggiunge il Wwf – avrebbero costituito una prima tranches di contributi per coprire le spese delle prime azioni di bonifica, le indagini supplementari, l`avvio di un piano di monitoraggio integrato e la redazione di piano di bonifica.

Genius

 
Il Paese sta tentando di uscire dalla crisi economica con provvedimenti di priorità a tutela del lavoro e quindi tra le riforme urgenti è in corso di dibattito sulla
Riforma del codice della strada”.
Tra gli articoli presentati nel testo di legge è stato evidenziato l’Art. 139-bis che prevede “finalmente” un adeguamento di “privilegi” per gli autisti di auto blu al servizio di politici, nostri rappresentanti, che potranno finalmente commettere infrazioni al codice della strada, anche su richiesta del politico presente in macchina, senza incorrere nelle sanzioni previste dall’ ormai vecchio codice della strada, che all’ Art.126 bis prevedeva la decurtazione dei punti sulla patente.
La conquista del diritto di commettere infrazioni senza essere punito è stata accolta dalla classe politica con soddisfazione per l’obbiettivo raggiunto, rapresenta una innovazione rispetto al passato, anche per tutelare i propri autisti da sottrazione di punti sulla patente che implicherebbero una sospensione dal servizio e quindi un rischio di non lavorare, in somma è uno strumento per garantire la continuità di lavoro ad un categoria  che svolge un servizio sociale per persone che non rispettano le regole e quindi sarebbero stati penalizzati sottraendo ingiustamente un reddito alla propria famiglia.
Ci complimentiamo per la categoria degli autisti di auto blu che hanno finalmente ottenuto il riconoscimento dei privilegi che consentiranno di svolgere il proprio ruolo con serenità, approvato da tutti i cittadini e riconosciuti in un legge dello stato. 

Un ringraziamento anche alla classe politica che con la sensibilità e l'etica per problemi reali della nazione, favorisce l'instaurazione di rapporti di fiducia e collaborazione tra l'amministrazione e i cittadini in un clima di reciproco rispetto delle regole condivise.

Queste lodevoli iniziative inorgogliscono il cittadino e conferiscono il giusto "Valore" alla nazione a cui appartengono. 

                              
Cordialmente
Genius                
 
Non più solo gli agenti di polizia stradale.
Se la riforma del codice della strada andrà in porto anche gli autisti delle auto blu non perderanno punti.
Lo prevede un emendamento approvato nei giorni scorsi dalla commissione lavori pubblici del Senato durante l'esame della riforma del codice della strada:
agli autisti di "veicoli in disponibilità di alte cariche degli organi costituzionali, dei presidenti di Regione, dei presidenti di Provincia e dei sindaci dei Comuni capoluoghi di provincia" sarà "rilasciata apposita patente di servizio per l'espletamento dei compiti istituzionali dell'ente di appartenenza".
E a tale patente non si applicherà l'articolo 126 bis, quello sulla patente a punti.

Autisti impuniti. Insomma, se gli autisti di un pezzo grosso delle istituzioni o di un semplice amministratore locale commetteranno, alla guida di un'auto blu, una violazione che comporta perdita di punteggio non si vedranno togliere i punti.

Per chi vale? Peraltro la norma, nella migliore tradizione italica, è un po' generica. Che cosa si intende per "alte cariche degli organi costituzionali". Boh, nessuno lo dice. Certo, è facile immaginare che siano i presidenti della Repubblica, dei due rami del Parlamento, del Consiglio dei ministri e della Corte costituzionale. Epperò… i vicepresidenti? Non sono forse, anch'essi, "alte cariche"? E i ministri? Beh, certo, i ministri… Poi ci sarebbero il Cnel, il consiglio di stato, il Csm e la Corte dei conti. Certo, formalmente sono solo organi di rilievo costituzionale però, insomma… Ah, già, i presidenti delle "authority"… sarebbe davvero imperdonabile lasciar fuori i presidenti delle otto autorità indipendenti di vigilanza. E poi e poi e poi…

Proposta da Gallo. A proposito, per completezza dell'informazione l'emendamento è stato presentato da
Cosimo Gallo, 64 anni di Martano (Lecce), imprenditore eletto nelle liste del Pdl.
Ed è stato approvato con voto contrario dei senatori del Pd e dell'Idv.


Il testo del nuovo articolo 139 bis del codice della strada.
Art. 139-bis. - (Patente di servizio per autisti addetti ad organi costituzionali).
1. Ai dipendenti di amministrazioni pubbliche, già in possesso della patente di guida della categoria B di cui all'articolo 116, comma 3, ed addetti alla guida di veicoli in disponibilità di alte cariche degli organi costituzionali, dei presidenti di Regione, dei presidenti di Provincia e dei sindaci dei Comuni capoluoghi di provincia, è rilasciata apposita patente di servizio per l'espletamento dei compiti istituzionali dell'organo di appartenenza.
Non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 126-bis.
2. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell'interno, sono stabilite le condizioni di validità della patente di servizio di cui al comma 1, i criteri e le modalità di rilascio nonché le caratteristiche del relativo.

 

     

Caro Genius, dopo aver letto questa notiziona, quasi mi dispiace di avere solo una vita da offrire alle ruote delle auto blu, sacrificarsi per lo Stato è sempre un onore, una fortuna insperata. Ancora un pò e verranno aggiunti dei punti agli autisti più zelanti, per il numero più alto di cittatini (motorizzati e non) beccati in pieno!


Non ci sono limiti, perché attendere, la tua proposta potrebbe essere inserita in un articolo della legge in esame e renderla più efficace da subito. 

Si propone l'integrazione del seguente articolo:
 
"Art. 139-tris" - Ai dipendenti di amministrazioni pubbliche per l'espletamento dei compiti istituzionali alla guida di veicoli in disponibilità di alte cariche degli organi costituzionali di competenza,  vengono riconosciuti punti aggiuntivi per ogni infrazione commessa, con particolare vantaggio quando si investe un altro automobilista o un pedone in possesso di patente:
 
l'investitore acquisisce i punti in possesso dell' investito e li aggiunge ai propri. 

Si inserisce la norma per evitare sprechi di punti che con il sacrificio dell'investito andrebbero persi senza benefici per la collettività.

Che ne pensi, può andare questa integrazione al testo di legge?

Cordialmente
Genius   

   
 

Sai Genius? Visto l'andazzo potrebbero prenderci sul serio e promulgarla questa modifica. Potremmo addirittura trovarci a Montecitorio. Più verosimilmente a protestare contro una simile postilla!;)

Dopo una lunga attività terroristica durata svariati mesi che hanno terrorrizato la popolazione per l'A-H1N1, che in origine era chiamate "influenza suina".

Era il 15 novembre 2009 quando sono stati resi disponibili i "vaccini" protettori dal grande male.

I telegiornali continuavano con il loro rapporto giornaliero di "vittime" del virus letale, il governo ha sborsato svariati miliardi di euro per approvvigionare i vaccini sufficienti per salvare almeno il 20% della popolazione.

Le categorie a rischio, personale ospedaliero, poliziotti, ma anche dipendenti delle poste e di tutte quelle categorie a contatto con il pubblico erano le categorie prescelte per garantire il funzionamento dello stato nel pieno della pandemia dichiarata imminente.

Il vaccino stranamente è stato acquistato dal governo con un contratto a vantaggio esclusivo della casa farmaceutica che lo produceva che tra l'altro non era stato testato su cavie umane e quindi "non garantito" per la salute pubblica.

Il governo per ridurre la tensione psicologica ha pensato bene di ridurre e successivamente eliminare le notizie riguardanti l'influenza, risultato che non parlandone più la popolazione si è tranquillizzata e non ha pensato più all'imminente catastrofico pericolo di morte preventivata da grandi lobby di potere, e ... il problema non esiste più.

Il risultato?

Noi cittadini abbiamo tirato fuori dai "nostri portafogli" svariati miliardi di euro per pagare un vaccino che quasi nessuno va voluto fare per evitare di diventare una cavia e i vaccini a breve dovranno essere smaltiti come rifiuti speciali in quanto sono in scadenza e comunque non servono assolutamente a nulla.

Solo per lo spot pubblicitario con Topo Gigio, ricordate? sono stati spesi, sempre dai cittadini contribuenti, 2 milioni e 500 mila euro che sono stati utilizzati per acquistare spazi pubblicitari per i passaggi sulle reti RAI e Mediaset.

Il costo dei vaccini inutilizzati invece non è mai stato ... dichiarato.

Il cittadino non deve sapere per cosa vengono spesi i propri soldi che paga sotto forma di tasse deve solo aprire in silenzio il ... portafogli. 

E io pago!


Cordialmente
Genius

               

          

Fragoline e fragoloni cresciuti nelle serre della siciliana Vittoria (provincia di Ragusa) vanno prima a Fondi nel Lazio dove c’è il più grande mercato ortofrutticolo all’ingrosso del centro-sud italiano, quindi proseguono per Milano, centrale della grande distribuzione, e da Milano tornano al sud nei supermercati.

Le pesche spagnole o marocchine sbarcano invece a Salerno, proseguono per Fondi, raggiungono anch’esse la capitale della Padania e tornano in Campania mediante i soliti supermercati.

Il monopolio del trasporto, ad arte così lungo tortuoso e complicato, era in mano alla camorra dei famosi “casalesi”, ossia della famiglia Schiavone padrona della tristemente nota cittadina di Casal di Principe in provincia di Caserta.

Una sola ditta era addetta a questi tour, “la Paganese”, che aveva sbaragliato tutta la concorrenza nel modo più semplice, quello raccontato da un titolare ignaro d’essere intercettato: “se c’è un problema con qualcuno, andiamo a sparare… uno che non ne voleva sapere venne qui con i bambini in braccio si mise in ginocchio dicendo che aveva sbagliato e invocando che non lo sparassimo”.

Alleanza fra camorra campana, ndrangheta calabrese e mafia siciliana, incassi da capogiro, il tutto venuto alla luce dopo due anni di indagini conclusi con 68 arresti e sequestro di beni per 90 milioni di euro, ordinati dai magistrati napoletani ed eseguiti in Sicilia Campania e altre regioni.
Sono coloro (ma non tutti) che impongono sulle tavole italiane il pesce dell’inquinatissimo fiume Mekong (Vietnam), dell’altrettanto sporco Lago Vittoria nel cuore dell’Africa, il polpi dalla
 
Mauritania, i crostacei dalla Thailandia e dall’India.
Più lungo è il viaggio, più aumenta il costo di una merce che all’origine è stata pagata pochi centesimi, e la cui importazione da lontani lidi ha spazzato via le produzioni locali escludendole dalla grande distribuzione, mentre la “Paganese” con i suoi frigo- camion poteva fare il giro d’Italia moltiplicatore di costi (anche del 500%).

Fondamentali le intercettazioni, che fra poco, quando sarà approvata la legge voluta dal governo Berlusconi, non potranno più farsi sulla base di denunce o sospetti, ma solo in presenza di “gravi indizi di reato”, indizi che per i 68 accusati del colossale business, prima delle intercettazioni, proprio non c’erano.

Accertato anche il totale predominio camorristico nel mercato di Fondi. Il prefetto di Latina ha più volte chiesto al governo Berlusconi di sciogliere il locale consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Risposta negativa.


Eleonora Puntillo

Fonte: altritaliani.net



Cordialmente
Genius

Credimi sono rimasto senza parole

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