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Iniziamo a salvare il nostro VERDE

Al giorno d’oggi vanno di moda i Parchi Tematici:ebbene, il Bosco – o parco -di Capodimonte- potrebbe avere come tema : La Vergogna. Sono in molti, infatti, a doversi vergognare del degrado in cui versa questo bellissimo polmone verde, uno dei pochi rimasti in quel cumulo di cemento ed asfalto in cui è stata ridotta la nostra città.

Gli ingegneri e i giardinieri borbonici avevano ideato e realizzato un parco che servisse non solo da contenitore della reggia, ma che avesse anche una sua funzione autonoma di collettore di flora e fauna tipici delle nostre parti.

Dovrebbe, quindi, essere tenuto come un piccolo gioiello, come avviene in tanti Paesi del mondo, non solo quelli del Nord Europa, ma anche nel cosiddetto Terzo Mondo.

E invece? E invece si presenta in maniera indecorosa: tranne che per la parte antistante la Reggia, che è quasi sempre pulita, il resto del bosco ci mostra i suoi sentieri e le sue vie
ricoperti di fogliame, di spazzatura di ogni tipo e di escrementi che i cani portati a spasso e i cavalli della Polizia di stato lasciano come scia.

Le fotografie mostrano con la crudezza delle immagini quanto da me descritto: sono state scattate su di un percorso di circa 4 chilometri, che parte dalla porta di Belluria e ad essa ritorna dopo aver sfioratola reggia. In tutto questo percorso c’è soltanto un cestino per la raccolta dei rifiuti: basta guardarlo nella foto , per notare la sua aria disperata, simile a quella della particella di sodio nella reclame di una nota marca di acqua minerale, che cerca con ansia chi possa farle compagnia.

Per non parlare poi degli alberi abbattuti dal vento o dagli uomini e non portati via, delle innumerevoli buche sui sentieri, del fatto che la parte verso Miano ormai non è più definibile bosco o parco, ma una vera giungla, dei graziosi animaletti che ogni tanto fanno capolino tra i cespugli, dei cartelli indicatori imbrattati dai soliti vandali che nessuno cerca di fermare.

Allora,chi si dovrebbe vergognare per questo sfacelo, questo indicibile degrado?

• Innanzitutto gli amministratori del parco stesso e quelli comunali con responsabilità di parchi e verde pubblico. Ma questi signori ci sono mai stati nel parco? E se vi sono stati, si sono premurati di mettersi i paraocchi, come i cavalli? Come hanno fatto a non vedere quello che io ho visto da sempre e documentato l’altro giorno? Assenza assoluta di contenitori adatti alla raccolta dei rifiuti, assenza di un qualsiasi intervento di pulizia, assenza di una qualsiasi forma di sorveglianza

• Poi i cittadini che, dopo aver consumato il loro picnic o le loro bevande,ne abbandonano i residui sul prato:l’assenza di contenitori non vale a giustificarli, perché potrebbero portare con sè i loro rifiuti e depositarli negli appositi cassonetti fuori dal bosco.

• Poi la Polizia di Stato, che non si cura delle tracce lasciate dai suoi destrieri

• Poi , i cittadini che passeggiano o corrono o portano i bambini nel bosco e,vedendo tutto questo non dicono niente, sono rassegnati, sono abituati, per loro è normale che in un parco pubblico spazzatura e fogliame e escrementi siano presenti.

Ancora: che dire delle fontane sgretolate, del bacino di raccolta idrica in fase di disfacimento, della chiesetta di S.Gennaro e della selleria aperte solo in rarissime occasioni? Si dirà che non c’è personale:allora mi chiedo chi sono quei tre o quattro signori seduti nelle tre portinerie il cui unico compito è quello di alzare o abbassare una sbarra?
In altri posti, in altri Paesi questo tesoro basterebbe da solo a mantenere un’economia basata sul turismo, in particolare quello naturalistico e culturale. Ancora una volta ci dobbiamo porre la domanda: diverremo mai un paese civile?

ED ANCORA....

Gentile redazione,
vorrei portare a conoscenza una situazione potenzialmente virtuosa ma, ahimè, gestita male dalla solita nostra amministrazione (di tutti i segni e colori).
Premetto che non reputo questo un argomento secondario. La qualità della vita è fatta di numerosi elementi: la casa, il lavoro, la famiglia, il tempo libero. Un parco è per definizione una cosa bella, da vivere in tutti i momenti. Forse iniziando a curare meglio le cose migliori che abbiamo (i parchi, il lungomare, i musei, i monumenti) riusciremo anche a cambiare le cose che vanno male o malissimo, mettendo in moto quel meccanismo di autocostruzione tipico dei paesi più civilizzati.

La villa Floridiana è uno dei pochi parchi in cui i napoletani, del vomero in primis, possono godere un po’ di relax e aria pulita. Il parco è abbastanza pulito, controllato e in uno stato discreto. Spesso ci passo anche solo per godermi 5 minuti di relax dal traffico, smog e rumori.

Qual è il problema quindi? Semplice, è un parco che non è un parco come in tutte le città siamo abituati a immaginare.

Mi spiego meglio, elencando alcune gravi lacune e responsabilità:

- gli orari. In questo periodo il parco apre alle 8.30 e chiude alle 16. Alle 16? Per quale motivo? I bambini escono di scuola alle 16.10 e che si fa? Apre alle 8.30? Un po’ di corsa la mattina no eh? Viva iddio poi che Napoli è una città in cui il sole regna sempre.

Sembra che il motivo principale sia il museo Duca di Martina (di pertinenza del ministero) e della mancanza di sicurezza per scarsa illuminazione. Un intervento non mi sembra così drammaticamente complesso. Che ne dite? Aggiungo, sebbene la mia sia una semplice sensazione (gli inglese usano un termine molto eloquente un “feeling”), che il numero di addetti tra museo, giardinieri, addetti alla sicurezza, portineria ecc. mi sembra tale da poter presidiare il Central Park di New York 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Non ci si potrebbe un po’ alternare per permettere degli orari più “da parco”?

- Uso improprio del parco come parcheggio. Qui allego delle foto fatte domenica 25/10 dove il parco è diventato praticamente un parcheggio. Faccio presente, per chi non lo sapesse, che il comune (ovviamente tutto a nostre spese) ha predisposto un’apposita area delimitata con strisce gialle su via Falcone, al fianco della chiesa S.Francesco, proprio per le persone del museo (non capisco per quale motivo tra l’altro dovrebbero avere un parcheggio gratuito …). Mi sembra questo un uso improprio degli spazi, visto poi che si impedisce ai bambini di usare una semplice bicicletta o una palla da gioco.

- Assenza di un minimo di attrezzature per bambini. Capisco i puristi delle passeggiate, ma l’ampiezza del parco consente sicuramente di prevedere delle aree gioco. Chiedo troppo?

Sarebbe utile che il Mattino possa promuovere una inchiesta (fatta anche dal basso, dai cittadini/studenti/giovani che si improvvisano reporter) sui parchi cittadini al fine di monitorarne la qualità dei servizi, l’efficienza e la manutenzione. Sarebbe di grande stimolo per cercare di recuperare, partendo dalla parte migliore, alcuni elementi di civiltà.

...... tratti da Dillo al Mattino

Cerchiamo di salvare il verde e quant'altro.............. SALVIAMO LA NOSTRA CITTA'

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Commenti

Ormai nessuno rispetta le regole  del vivere civili, incominciamo dal nostro piccolo, lasciamo le auto e prendiamo i mezzi pubblici, guardiamoci intorno che vediamo? una citta bellissima trascurata dai cittadini e dalle istituzioni cerchiamo di renderla vivibile, rispettiamo le altre persone prima di noi, ogniuno che hA un po di spazio verde pianti degli alberi, dei fiori, nei cortili, sui balconi e terrazzi, il verde

è un bene prezioso,rendiamo la nostra città più bella d'Italia.  


In primavera c'è l'abitudine di ripulire la casa , si spolvera "sopra" gli armadi, si ripuliscono le pareti, si cambia "aria".
L'attività di pulizia deve estendersi all'esterno, per la strada tenendone cura allo stesso modo della nostra casa.

Abbellire i balconi con fiori e piante è un "gesto" che rende più accogliente l'ambiente, ma è insufficiente, per godere della continuità del bene, è necessario porre continua "cura e attenzione", innaffiando, togliendo le foglie secche aggiungendo terreno concimato ecc.

Promuovere una "giornata della pulizia" o piantare un albero in villa comunale lascia il tempo che trova, quello che serve è la "continuità". 

Avere un cane in casa è bello quando è piccolo, po diventa un "peso" uscire per i bisogni 6 volte al giorno
diventa un "fastidio" e cerchiamo di disfarcene alla prima occasione, se vogliamo un cane non dobbiamo pensare solo all'emotività iniziale, ma dobbiamo vederlo come continuità, senza interruzione di cure per potergli consentire di "crescere" adeguatamente, se così non fosse è meglio "non avere un cane".

Per tornare al tema iniziale dei parchi pubblici "trascurati" si potrebbero recuperare con il  buon senso. 

Periodicamente la regione, il comune , la provincia si "inventano" progetti finanziati dalla comunità europea che hanno a volte dell'incredibile, come l'estate scorsa i soldi utilizzati per finanziare un progetto a sostegno di ex detenuti che venivano utilizzati come "assistenti turistici", iniziativa lodevole anche se criticabile, ma queste persone insieme a giovani anche "incensurati",  potrebbero essere impegnate utilizzando le stesse fonti economiche per progetti che riguardano il verde pubblico come la gestione della pulizia dei viali del bosco di Capodimonte, e incrementando le condizioni di accoglienza per la fauna con interessamento di associazioni naturalistiche che possono contribuire con la loro specifica competenza a preparare professionalmente gli operatori e creare opportunità di lavoro utili alla collettività e stabili

Gli uccelli migratori potrebbero ritrovare un ambiente idoneo per ritornare in un territtorio purtroppo molto urbanizzato e ottenere risultati come è successo a Cagliari dove sono state ricreate le condizioni ambientali idonee per consentire al fenicottero rosa di ritornare a nidificare

A Cagliari ci sono riusciti, hanno avuto "attenzione e rispetto per l'ambiente" nonostante fosse fortemente antropizzato.

Napoli sarà capace? 

e Partenope?

Cordialmente
Genius

Vale un po'la stessa logica della pulizia del centro storico da parte dei cittadini. Le autorità devono fare qualcosa, ma la cittadinanza deve fare altrettanto.  Personalmente, noto particolare incuria sia da parte delle prime (si nota dallo stato di abbandono dei parchi locali), sia da parte della cittadinanza (le collinette di fazzoletti e bottiglie di birra non credo l'abbia portata qui il vento!). 

Siamo già
imprese