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delitti e delitti

 Il primo annuncio della radio riguarda Franco Ambrosio, il cosiddetto re del grano, 77 anni e la moglie di 72, entrambi massacrati nella notte a colpi di bastone nella loro villa di Posillipo. Non si sa ancora perché. Quello che si sa è che il 27 giugno dell’anno scorso Ambrosio è stato condannato in primo grado a 9 anni di reclusione per associazione a delinquere e bancarotta fraudolenta. Una truffa di oltre mille miliardi ai danni dello Stato e il peggio -secondo l'ordinanza del gip Pierluigi Picari del 2001-  è che "lo si è fatto sfruttando il denaro che la collettività aveva destinato a popolazioni già duramente colpite da eventi sismici”.
Il pensiero corre ai soldi spariti per i terremotati d’Irpinia e a quelli che arriveranno ai terremotati d’Abruzzo, mentre gli occhi sono già sul titolo a 7 colonne con cui aprono i giornali del mattino: “Napoli, ucciso a 21 anni per lo sguardo a una ragazza”.
Ancora una morte violenta, ma non torpida. Qui non ci sono luci e ombre, non intrecci e dubbi da sciogliere. C’è un ragazzo di ventidue anni al volante di un auto in compagnia di amici lungo la via Marina. Il traffico è lento e  dall'auto esce un apprezzamento a una ragazza che passa di lì, sul marciapiede, anch’essa in compagnia di amici. Parte un insulto, poi è un crescendo d’insulti. Lui scende, e viene accoltellato. Tutto qui, una vita che se ne va. Non c’è nemmeno una vendetta o uno sgarro o una resa dei conti. C’è pura negazione, assenza di senso, disprezzo della vita. Come commentare un fatto così? “Ogni giorno – ha scritto Raffaele La Capria- succede qualcosa che ci fa sentire un po’ tutti umiliati per il degrado generale del costume, dei comportamenti, del vivere quotidiano".


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