Gioie e dolori di una citta' alle prese con la Coppa America (Leggi l'Opinione ...
Gioie e dolori di una citta' alle prese con la Coppa America
(Leggi l'Opinione su La Mattina)
La Coppa America non si farà a Bagnoli. Di fronte ai ritardi dell'autorizzazione da parte del Ministero dell' Ambiente e sotto la spada di Damocle di un intervento della Magistratura, il Comune di Napoli si è visto costretto a scegliere un'altra location per le regate. Quella più rapidamente percorribile sembra il lungomare Caracciolo, con base operativa nella Rotonda Diaz.
Sembra, perché l'accordo con gli americani, raggiunto con la mediazione dell'Unione Industriali di Napoli, riguardava Bagnoli e non si sa ancora se la nuova soluzione sarà giudicata adeguata alle esigenze dell'organizzazione delle regate. Comunque i tempi stringono e non c'è sul tappeto un'altra soluzione praticabile nei tempi prefissati.
La soluzione lungomare Caracciolo presenta comunque molti vantaggi, a cominciare dallo scenario incomparabile della città che avrebbe modo di rappresentarsi in tutto il suo fascino e la sua bellezza sui mezzi di informazione di tutto il mondo, presentando l'immagine più accattivante della città. Uno spot promozionale della città e della sua bellezza eccezionale, di grandissimo impatto mediatico, realizzato tra l'altro a costo zero. Il problema, ora, è come realizzare l'intervento: con strutture mobili e rimovibili che non modificano in nulla gli assetti attuali di tutta l'area del lungomare, oppure con interventi, a cominciare dalla Rotonda Diaz e dalla scogliera frangiflutti, che modifichino la situazione attuale e rendano, dopo le regate, disponibili ai napoletani strutture e attrezzature che migliorano la fruizione di quel tratto di costa. Il Comune di Napoli sembra privilegiare la prima soluzione, quella delle strutture rimovibili, che non richiedono autorizzazioni edilizie, urbanistiche e delle diverse Soprintendenze, probabilmente per non trovarsi impelagato nel balletto di autorizzazioni e divieti che hanno bloccato l'ipotesi Bagnoli. Una parte dell'opinione pubblica, con in testa architetti ed urbanisti, tende a privilegiare l'ipotesi di interventi permanenti capaci di riqualificare un'area di grande valore paesaggistico ma in condizioni di oggettivo degrado. Il dibattito è già iniziato anche se il progetto del Comune è coperto da un rigoroso riserbo. Gli architetti sono già scesi in campo. Per ora il progetto presentato nei dettagli è quello degli architetti Mazziotti e de Blasio che prevede un significativo intervento sulla Rotonda Diaz e sulla barriera frangiflutti. Ce ne sono altri in via di elaborazione che prevedono anche interventi di maggiore impatto e dimensioni. Il confronto prevedo che non sarà facile perché si scontreranno esigenze di segno diverso, urbanistiche e di riqualificazione da un lato, pragmatiche ed operative, vincolate dai tempi, dai pareri e dalle autorizzazioni, dall'altro. La mia opinione è che, prima o poi, bisognerebbe mettere mano alla riqualificazione dell'intero "water front" di Napoli, da S.Giovanni a Posillipo, così come hanno fatto Barcellona, Lisbona, Valencia. Proprio Valencia ha utilizzato la Coppa America come occasione per la completa riqualificazione del suo "fronte mare", con enormi ricadute sul fronte dell'attrazione turistica. Anche a Napoli, da molti anni, si parla della necessità di un intervento complessivo di riqualificazione del "water front", sul modello di molte grandi città di mare, come volano dello sviluppo economico e turistico della città. Ma i progetti di intervento non nascondevano neppure le loro finalità speculative per cui non avevano neppure la forza di imporsi all'attenzione dell'opinione pubblica. Oggi, con la nuova Amministrazione Comunale, a mio avviso, ci sono tutte le condizioni per riprendere un progetto di riqualificazione che partendo dal mare si estenda a tutto il Centro Storico. Coppa America, Forum Universale delle Culture e altre manifestazioni in programma dovrebbero, come è successo altrove, essere l'occasione per realizzare interventi che segnerebbero anche il rilancio dell'immagine della città.
(Amato Lamberti)
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Commenti
Napoli a differenza di Barcellona ,lisbona e Valencia gia gode di un molo sottoutilizzato misteriosamente, quale migliore occasione, senza svenare le già esangui casse comunali di ulteriori milioni di euro quando esiste il Molo S.Vincenzo a costo zero?
Gli Americani sono abituati alle loro "americanate" ma fortunatamente il periodo posbellico e finito da un pezzo non dobbiamo svilire l'unico nostro tratto di mare ancora non invaso da impatti ambientali di notevole spessore,anche se sono decenni che si richiede la totale delocalizzazione del terminal aliscafi di mergellina tuttora pericolosissimi per i piccoli e media diportisti-
Forse qualche iperprotagonista si è messo in testa questa deleteria e balzana idea per far piacere a qualche generale americano allocato nella adiacente ambasciata.
Be i tempi degli "inchini" sono finiti la "concordia "insegna-
E' chiaro che ogni decisione e/o autorizzazione del Ministero competente, difforme dalla nostra e convinta idea sarà segnalata alla Procura della Repubblica per inutile dispendio delle risorse pubbliche e per aperta e conclamata difformità alle leggi ambientali e paesagistiche tuttora vigenti-