''Ca' parlo napulitano pe fa capì a l'Europa tutte e problem d''o Sud...''
La notizia è una di quelle che ti fa subito sorridere. Poi rifletti e ti chiedi se sia il modo più giusto di portare l'attenzione dei "grandi" e dei media sui problemi del Mezzogiorno. Io credo proprio di si!
Riporto l'articolo che ieri ho letto su "Il Denaro":
"È l'europarlamentare del Pdl Enzo Rivellini (ex di An) che, in occasione della seduta convocata per la rielezione alla guida della commissione europea di Jose Manuel Durao Barroso, fa il suo intervento nel dialetto partenopeo, come peraltro aveva già preannunciato alle vigilia, mandando il tilt i traduttori. "Il napoletano è una lingua (ha una grammatica, una letteratura e veniva usata nelle corti d'Europa) e non un semplice dialetto - commenta Rivellini - il mio intervento in napoletano nasce dall'esigenza di porre all'attenzione europea i problemi del Mezzogiorno e perciò ho usato questo mezzo per suscitare l'interesse politico e mediatico di tutta l'Europa sul Sud. Spero che questa iniziativa non venga bollata riduttivamente come folkoristic".
Rivellini ha così esordito: ''Ca' parlo napulitano pe fa capì a l'Europa tutte e prublemi d''o Sud...''
Non sarebbe piaciuto anche a voi vedere la faccia dei presenti al risuonare del più bel dialetto del mondo??


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Commenti
L'italiano è la lingua del dialogo quotidiano per comunicare i nostri pensieri ed essere sicuri di riuscire a farsi comprendere.
Quando invece abbiamo rabbia da esprimere è spontaneo sostituire la lingua "madre" con il dialetto, in quanto, e questo avviene per tutti i dialetti (napoletano, romano, milanese, veneziano, siciliano, ecc.), si riesce a liberare la carica emotiva celata sotto l'etichetta della rigidità linguistica richiesta in certi ambienti... il risultato è più efficace.
Ritengo che il contenuto del discorso non sia stato compreso da quasi nessuno, ma sono certo che la maggior parte dei parlamentari europei abbbia chiesto la traduzione scritta per potersela leggere con attenzione.
Di sicuro impiegheranno qualche settimana per ottenerne il testo tradotto nelle lingue dei 27 paesi membri, ma l'attenzione sicuramente è stata ottenuta.
Probabilmente sarà istituita una commisione per la TUTELA della conservazione dei dialetti, invitare l'UNESCO per inserire il "dialetto" come patrimonio dell'umanità
o proposte di inserire il dialetto come materia di studio nelle scuole...
ohps... questo è già stato pensato.
Cordialmente
Genius
amatolamberti Ho l'impressine che a Napoli sia ancora forte il provincialismo tipico delle comunità arretrate. L'on. Rivellini, di cui nessuno parlerà mai per proposte sull'economia, l'occupazione e lo sviluppo, ha trovato il modo di avere una piccola attenzione sui media, amplificata da giornali e giornalisti a lui vicini, anche per padronanza dell'italiano. Da un parlamentare europeo ci si aspetta che sappia fare interventi almeno in inglese per farsi comprendere da tutti, ma la maggioranza dei nostri parlamentari europei (si pensi all'on.Cesaro) non sono neppure capaci di esprimersi in italiano.
amatolamberti Ho l'impressione che a Napoli sia ancora forte il provincialismo tipico delle comunità arretrate. L'on. Rivellini, di cui nessuno parlerà mai per proposte sull'economia, l'occupazione e lo sviluppo, ha trovato il modo di avere una piccola attenzione sui media, amplificata da giornali e giornalisti a lui vicini, anche per padronanza dell'italiano. Da un parlamentare europeo ci si aspetta che sappia fare interventi almeno in inglese per farsi comprendere da tutti, ma la maggioranza dei nostri parlamentari europei (si pensi all'on.Cesaro) non sono neppure capaci di esprimersi in italiano.
Quanto alle minoranze linguistiche esse sono ampiamente tutelate dal Parlamento europeo in tutti i paesi della comunità europea. L'idea che il napoletano possa essere considerata una lingua fa il paio con le richieste di considerare lingue da insegnare i dialetti lombardi, veneti, emiliani, piemontesi. Per quanto riguarda l'uso del napoletano nella corte borbonica, invito l'on.Rivellini a rileggersi Goethe quando sosteneva che non si poteva incontrare in Europa una corte più plebea.
Perché? Era dialetto napoletano, quella specie di lingua, nella quale si è espresso l'onorevole?
Ma ci faccia il piacere! Quello era un "discorso" con parole italiane troncate della vocale finale! Quindi!!!
Non ho seguito la vicenda quindi non entro nel merito, però un punto interrogativo mi resta in mente.
L'intervento dell'onorevole può essere una provocazione per richiamare l'attenzione dell'Europa come si è detto sul meridione italiano però, sinceramente non sono tanto convinto sul risultato sperato.
Forse perché credo che un intervento chiaro, mirato e ben pensato possa ottenere maggiori risultati rispetto ad un messaggio troppo criptico.
Inoltre l'intervento in dialetto mi sembra quasi un segno clinico, di una città schiava perenne del passato e incapace di progettare un futuro, troppo comoda in vestiti ormai obsoleti.
Siamo stanchi di sentire puntualmente i soliti problemi che affliggono la nostra città perché è ovvio che se persistono vuol dire che si è usata una strategia fallimentare o peggio ancora l'indifferenza.
Credo che il motivo principale dello status quo del meridione risieda in una
mentalità "paleocentrica" e forse è arrivato il momento di voltare pagina e scrivere una nuova storia, ma non con mezzi vecchi ma con strumenti nuovi.
Che sia il cambiamento la via del progresso.
amatolamberti Sono d'accordo con Becienzo. Mentre Napoli muore lentamente sulle sponde del Tirreno, come diceva F.S. Nitti, i nostri politici invece di affrontare i problemi concreti cercano una futile visibilità per nascondere la loro incapacità a confrontarsi con la realtà.
io credo che l'On. Rivellini abbia avuto una bella trovata per farsi un pò di pubblicità personale , classica degli esponenti del PDL che scimmiottano il loro leader , che peraltro in Commissione europea ne ha fatto vedere delle belle finora. il suo intervento oltre che irrazionale non ci porterà sicuramente alcun giovamento , anzi farà sorridere ancora una volta i nordisti che in questo caso fanno bene a chiamarci ancora terroni . Però qualcosa mi sento di dirgli all'On. Rivellini : -ma chi ti ha mandato a rappresentarci in Europa è molto più ignorante di te? penso proprio di si. e qui casca l'asino , il vero ed unico problema del sud è , è stato , e sarà ancora per chissà quanti anni sempre lo stesso : l'ignoranza del suo popolo.- ed io speriamo che me la cavo.......