Giancarlo Siani
Giancarlo Siani era un giornalista. Giancarlo Siani di sicuro era Partenopeo.
Giancarlo Siani era un giovante talento, cronista de Il Mattino. 24anni fa la camorra lo uccise sotto casa sua, al Vomero.
Perché si uccide un giornalista? Per le parole dette, scritte, anche solo pensate.
Perché si uccide un giornalista? Per le parole dette, scritte, anche solo pensate.
Slancio verso la verità: assoluta, limpida, cristallina. La verità ricercata a tutti i costi, al costo più alto: quello della propria vita. Conoscevo poco la storia di questo giornalista e ad un tratto mi sono appassionata alla sua vita, dopo aver visto lo scorso anno “Fortapasc”di Marco Risi: il film sulla vita di Giancarlo Siani.
Pochi film ti lasciano senza parole, ma di fronte ad un protagonista così, la storia già è scritta. Oggi a Torre Annunziata presso l'Istituto «Pitagora» in via Tagliamone, sarà presentata Grazie l'opera «Le parole di una vita»: gli scritti giornalistici di Siani editi dalla Phoebus Edizioni.
Interverranno il filosofo Aldo Masullo, il curatore dell'opera Raffaele Giglio, il giornalista Ermanno Corsi e il sociologo Amato Lamberti. Sarà proiettato il video «Other World» di Salvatore Manzi ela clip dei Biscuits intitolata non a caso «Fortapasc».
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