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Revisionismo Storico

Napoli ha l'esigenza di guardare al futuro, su questo non c'è ombra di dubbio. Ma talvolta voltarsi per un attimo, e riconoscere tracce di storia importante può dare nuovo slancio. E' il caso della tanto discussa e poco studiata Unità d'Italia. Dopo il 1861, nel volgere di poche decine di mesi, Napoli e il Regno delle Due Sicilie avrebbero iniziato a perdere il ruolo che da secoli era stato loro congeniale. Quello di motore economico dell'intera Penisola italica.
 A questo proposito è utile e mai ripetitivo ricordare i dati economici, che carte alla mano, emergevano dall'ottimo libro di ricostruzione storica I Borbone di Napoli di Harold Acton: "Materialmente questa città contribuì alla ricchezza dell'Italia Unita più di qualunque altro Stato; dati e cifre sono stati pubblicati da Francesco Nitti in Nord e Sud (1900) come pure in altri scritti che nessuno ha mai confutato. Nella Scienza delle Finanze, Nitti dà il seguente computo della ricchezza dei diversi Stati al momento dell'unificazione: Regno delle Due Sicilie: milioni di lire in oro 443,2; Lombardia: 8,1; Ducato di Modena: 0,4; Romagna, Marche e Umbria: 55,3; Parma e Piacenza: 1,2; Roma: 35,3; Piemonte, Liguria e Sardegna: 27; Toscana: 84,2; Veneto: 12,7; Veneto: 12,7. Così, dunque, contro i 443 milioni in oro corrisposti all'atto delle nozze dal Regno delle Due Sicilie, il resto d'Italia – oltre due terzi della Penisola – non portò in dote neppure metà di quella somma. A dispetto di ogni contrastante asserzione, le finanze di Napoli, nel complesso, non erano male amministrate".
E' importante iniziare ad esportare oltre a primati culturali e artistici di Napoli, anche una serie di verità storiche da troppo tempo dimenticate. Solo in questo modo forse si può, gradualmente, riconquistare la fiducia di italiani che per lontananza territoriale e culturale, spesso rinunciano a tendere se non una mano, almeno un orecchio a questioni che da vicino ci hanno riguardato e ci riguardano.

Paolo Minucci





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Commenti

Sì sono dati utili a comprendere molte dinamiche, grazie per l'intervento. Visto che vedo che siamo letti da numerosi cittadini del nord Italia, anche padani, che si interessano al nostro esperimento di "comunità" dobbiamo dare sempre più visibilità a questi aspetti. L'importante è però non appoggiarci solamente su un passato che non c'è più e guardare anche al futuro come forse hanno fatto i nostri avi per accumulare ricchezza e fare di Napoli una capitale. Ci sono troppi nostalgici che guardano solo indietro e non guardano avanti, non sarà il tuo caso naturalmente.

 Credo che ogni buon napoletano debba essere consapevole della sua storia; debba fagocitare il più possibile tutto ciò che riguarda il suo passato e sfruttare tutte le informazioni acquisite in questo modo per orientarsi verso un futuro migliore. Napoli può cambiare, se ci diamo tutti dà fare!

Salve a tutti,
per esigenze da tutti conosciute, siamo tutti in questi giorni alle prese con cifre e statische economiche!
Sarà quindi facile interpretare i dati contenuti nella pagina web qui di seguito linkata...
http://www.positanonews.it/articoli/31957/i_primati_del_regno_delle_due_sicilie.html
per noi del Sud, è importante conoscere la nostra storia, scrollarci di dosso la convinzione diffusa che in questa terra non si può fare di più, non si può raggiungere l' eccellenza!
E' stato già fatto, ed è stato subdolamente e criminalmente nascosto.
Secondo me, proprio in questo momento, abbiamo l' occasione buona per ripartire, con la crisi in atto, si riparte tutti dal palo!
dobbiamo solo .....
PRENDERE COSCIENZA!

Antonio

Siamo già
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