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Passeggiata antiracket a Chiaia

NAPOLI (16 dicembre) - Una passeggiata antiracket, per incoraggiare i commercianti napoletani a non cedere al pizzo e manifestare la vicinanza delle istituzioni, accompagnata, per la prima volta, dalla fanfara della Polizia di Stato.  È accaduto a Napoli dove il «corteo» è stato aperto dallo striscione con la scritta «Natale antiracket». Si tratta della terza iniziativa in città che accomuna Polizia e associazioni antiracket [...]  In Largo Tartarone, quartiere S.Giovanni, nella zona orientale della città, l'esibizione della Fanfara ha preceduto la passeggiata in zona del questore di Napoli Santi Giuffrè, del capo della Squadra Mobile Vittorio Pisani, del responsabile della sezione Antiestorsione, Fulvio Filocamo, Tano Grasso, consulente antiracket del Comune di Napoli e Silvana Fucito, coordinatrice delle associazioni antiracket della Campania. [...] L'evento, come nelle precedenti occasioni, aveva l'obiettivo «di manifestare la vicinanza dello Stato ai commercianti di Napoli vittime del racket ma allo stesso tempo intende essere un segno di presenza a monito delle organizzazioni criminali che basano le loro attività sull'intimidazione, la minaccia e l'estorsione».

Il Mattino,

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Commenti

amatolamberti
un evento significativo e importante (anche se mancava solo il pazzariello) per affermare che lo Stato c'è e chei cittadini debbono avere fiducia nello Stato e coraggio contro una malavita che vive solo della paura delle persone. Se a Napoli si smettesse di avere paura dei delinquenti la camorra non esisterebbe più.

Lo stato dimostra di esserci quando non c'e' bisogno di simili manifestazioni

amatolamberti
In Trentino i piccoli Comuni turistici di val di Fiemme, di val di Non, rifiutano la presenza di stazioni di carabinieri perchè rovinerebbero l'immagine di luoghi tranquilli senza problemi di criminalità. A Napoli anche le municipalità fanno a gara per chiedere nuove stazioni di polizia e il rafforzamento di quelle esistenti. Il problema è che i cittadini delegano tutto allo Stato forse per continuare a fare i fatti propri ma si lamentano della delinquenza che loro stessi alimentano.

Un napoletano che non cercasse di prevaricare sempre sull'altro sarebbe gia un miracolo

ancora una testimonianza della voglia dei napoletani di dire no alla camorra, e di "mostrare la faccia" come già fecero tempo fa i giovani di palermo.
C'è vita su marte....................
dal "mattino"
NAPOLI (19 gennaio) - Un brindisi per festeggiare le condanne e gli ergastoli a carico dei sedici esponenti del clan dei Casalesi; striscioni «Stato 16 - camorra 0» per manifestare il pieno sostegno alla magistratura. È così che Napoli ha voluto ribadire il suo no alla criminalità organizzata.

Lo ha fatto con un'iniziativa che si è svolta oggi in piazza del Plebiscito e per la quale gli organizzatori sostengono di aver ricevuto anche delle intimidazioni. Oltre un centinaio di persone si sono presentate con bottiglie di champagne, spillette anticamorra e striscioni per brindare in pubblico alla sentenza della Cassazione emessa nell'ambito del processo Spartacus.

Ad organizzare l'evento sono stati un gruppo di cittadini, imprenditori, studenti ed associazioni. «Noi ci mettiamo la faccia contro la camorra - spiegano l'ex assessore Francesco Emilio Borrelli e lo scrittore Maurizio De Giovanni, tra gli organizzatori - e vogliamo esporci in prima persona perché ci siamo stancati di omertà e connivenze sui nostri territori. Ci avevano addirittura sconsigliato di fare l'iniziativa o di coprirci il volto per non essere identificati. Noi invece vogliamo urlare a tutta l'Italia che c'è una Napoli che disprezza i camorristi e che gioisce se vengono arrestati e condannati».

«Noi vogliamo lanciare una nuova stagione di impegno civile contro i clan sopratutto adesso che si apriranno le "guerre" di successione - hanno concluso- questo è il momento in cui il governo dovrebbe mandare seriamente l'esercito in determinati territori campani».

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