Dal pavimento spuntano i geologi!
NAPOLI (22 luglio) - Toc-toc. Toc-toc. La dottoressa Natalia Sanna aveva già sentito un po’ di rumori strani nel suo studio veterinario, nei giorni precedenti; stavolta però il rumore non era strano, era decisamente chiaro. Qualcuno che bussava, come se fosse dietro la porta. Solo che si trovava sotto al pavimento.
Toc-toc: sotto al pavimento, a bussare con le nocche, come si fa dietro a una porta, c’era Gianluca Minin, presidente dell’associazione «Borbonica sotterranea» che gestisce il tunnel borbonico. Minin, trovato un percorso inesplorato, ha iniziato nei mesi scorsi a ripulirlo con il supporto del vicepresidente Enzo De Luzio e di tutti i membri dell’associazione. Risalendo lungo la nuova cavità, ha scoperto una scala colma di detriti.
Portando via un secchio di detriti a testa, gli uomini e le donne della «Borbonica sotterranea» hanno lentamente risalito otto tese di scale fino ad arrivare a un blocco di cemento moderno. Quello dove Minin s’è messo a bussare. Le due vicende parallele, una vissuta in superficie l’altra nelle cavità, si sono incontrate esattamente sulle scale alle spalle della zona-toletta dello studio veterinario in via del Grottone, una traversa senza uscita alle spalle di piazza del Plebiscito.
Dietro allo scalino che si era incredibilmente spostato la dottoressa Sanna ha visto il volto impolverato di Minin; davanti allo scalino che aveva appena spostato, Minin ha visto il volto sorridente della dottoressa Sanna. Solo Napoli è capace di costruire e raccontare certe storie. Solo qui è possibile scoprire percorsi nascosti, bussare a un pavimento, entrare e trovarsi di fronte una persona disposta a condividere l’entusiasmo per la nuova scoperta.
Oggi la dottoressa Natalia Sanna, donna solare e sognatrice, ha lasciato spazio alla follìa dei geologi. Ha rinunciato con un pizzico di magone a quella zona del suo studio dove per anni s’è presa cura degli animali, e ha consentito agli esperti di «Borbonica sotterranea» di installarsi in quell’area per ricostruire i percorsi che legano la Napoli di sopra con quella di sotto. Lo studio veterinario non è stato dismesso. Ci sono ancora le vasche per il bagno degli animali, le gabbie dove venivano ospitati, e anche la scala che è rimasta bucata esattamente nel punto dove è avvenuto il faccia a faccia.
Quello studio veterinario, nei progetti di Minin e del suo gruppo, potrebbe diventare una delle porte per le visite turistiche all’interno del tunnel borbonico. Non è ancora aperto ai turisti quel percorso sotterraneo, ma entro la fine del 2010 le attività dovrebbero decollare e l’associazione lavora di buona lena per accelerare il più possibile. Il tunnel borbonico si apre su via Morelli, nella stessa cavità che ospita il garage oggi in rifacimento.
Quel cunicolo venne realizzato nell’800 dai Borbone che vollero creare un percorso protetto dal palazzo reale fino alla caserma Vittoria e verso il mare. Probabilmente quel percorso non venne mai utilizzato dai Borbone. Finì dimenticato, poi riscoperto come rifugio dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e infine utilizzato come deposito comunale. Lì dentro venne gettato il materiale ritenuto inutile dal Comune, comprese le memorie di epoca fascista.
Proprio il nostro giornale nel mese di marzo rivelò in anteprima la presenza di statue di quell’epoca, che raffiguravano Aurelio Padovani e facevano parte di un gigantesco monumento situato in piazza Santa Maria degli Angeli. In quelle grotte furono portate, e dimenticate, anche auto e moto sequestrate ai napoletani degli anni ’50. Le auto e le statue sono ancora dentro al tunnel borbonico nel quale lavora L’associazione culturale «Borbonica Sotterranea». Le operazioni di ripulitura dai detriti hanno richiesto quasi due anni di lavoro.
Man mano che il materiale veniva rimosso, si aprivano davanti agli occhi dei nuovi «esploratori», ambienti dimenticati: cisterne, aree destinate a rifugio. Oggi il tunnel è quasi pronto per l’apertura alle visite turistiche, eppure non smette di regalare emozioni e novità. Basta accorgersi di un percorso inesplorato, armarsi di forza per pulire e pazienza per procedere. E infine sperare che quando si bussa sotto a un pavimento, dall’altro lato ci siano persone appassionate e ben disposte. L’apertura all’interno dello studio veterinario potrebbe essere utilizzata inizialmente come via d’ingresso e d’uscita per le visite al tunnel borbonico.
Quando i lavori al garage saranno conclusi, l’ingresso avverrà da via Morelli e i turisti usciranno, certamente meravigliati, in una zona diversa della città, dentro un luogo impensabile. Magie di Napoli. Magie del sottosuolo della città.
Fonte: Il Corriere del Mezzogiorno


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Commenti
Noi abbia arte, cultura la rendiamo "munnezza"
Altrove anche la munnezza diventa un modo di esaltazione.
Ricordo che nel secolo scorso notai a Milano il Monte Stella e mi chiese come potesse esistere una collina in piena pianura padana e chieste informazioni mi fu detto che quella mopntagna era stata fatta co le macerie etc e poi cresciuta l'erba divenne il Monte Stella.
A Napoli invece . . . .
scava scava alla fine ci si rewnde conto che Napoli era la città più bella del mondo e mentre le altre barano e si truccano Napoli fa di tutto per apparire più brutta
ma il muro chi l'ha fatto, ha richiesto la licenza oppure è abusivo. Certo ci sono delle responsabilità oggettive o sbaglio.
Perchè il Minin non compie gli atti necessari di denuncia per comprendere se ci siano responsabilità da punire !