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Poesie napoletane antiche e contemporanee

Salve, mi sono iscritta da poco. Passeggiando tra i vicoli del Web, ho visto che molti sono gli amanti della poesia napoletana, allora ho pensato che non sarebbe una cattiva idea raccogliere qui le poesie e dialogare di ciò che parlano. Che ne dite?

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Commenti


 

Che strana cosa ch' è sta pecundrìa
‘o core int’a ‘na roccia ‘mpriggiunato,
cerca ‘e se libberà e sta malatia,
ma nun 'a tene 'a forza , è scunsulato.

‘Ncopp’ ‘a stu scoglio va sbattenno ll’onna
ca vene 'a se 'mbruglia' comme 'e penziere,
sta scumma janca ll'anema me ‘nfonne,
me parla comme fa na cunsigliera.

Me 'ncanta ' e chiamma chesta voce e mare
ca doce doce ‘a capa m’ha acquietato,
facennome scurda' tutto ll’amaro
ca dint’ ‘o core mio steva astipato. 
                                  Carmen Auletta

 

 

 

Vero oggi non si ruba per il "bisogno" di sopravvivenza come succedeva nel dopoguerra, per "fame".

Oggi si ruba per appagare i propri eccessi.

Ma oggi si ruba specialmente perchè è il "lavoro" più facile da trovare.

Il lavoro "onesto" scarseggia, è troppo faticoso e porta "poco denaro".

Cordialmente
Genius

Hai perfettamente ragione,Genius. Basta con le commiserazioni, noi napoletani le risorse le abbiamo, siamo anche noti per la nostra creatività, non dobbiamo nasconderci dietro al fatto che c'è la disoccupazione , la camorra ecc...ognuno può e deve fare la sua parte per dare onore a Napoli e soprattutto alla nostra stessa esistenza.

Abbiamo il dovere di creare ... opportunità di lavoro onesto. 

Il dovere per consentire ai nostri figli (il futuro) di avere una opportunità di restare.

Creare lavoro "vero", "stabile", non quello (onesto) che viene elemosinato oggi con contratti atipici, a tempo, ... "precari".

Per far crescere un territorio è necessaria la stabilità, la certezza, che consente di pianificare le tappe della vita.

La tua poesia in vernacolo, al di là della applicazione  della lingua napoletana (non è mia intenzione criticare), affronta un argomento che  è uno degli elementi che caratterizza (purtroppo) la nostra realtà locale, mutato nel tempo per le finalità ma identico per quanto riguarda la "tolleranza" di certi atteggiamenti.

Nel dopoguerra si rubava la "gallina" per "sopravvivere" e gli scugnizzi erano bambini con "infanzia negata" che dovevano comportarsi da adulti per necessità famigliare.

Oggi il ragazzino non si chiama più scugnizzo, si è evoluto, nel "branco" ha assunto il ruolo di "coordinatore", pianifica scippi e rapine in funzione delle proprie necessità, acquistare il cellulare di ultima generazione o il navigatore satellitare o la motocicletta o quant'altro.

Sono cambiati anche i metodi, prima si rubava con "furbizia" stando attenti a non farsi "beccare", oggi sono prepotenti, violenti non si fanno scrupoli a trascinarti a terra dopo uno scippo o a puntarti una pistola per rapinarti la borsetta.

Hanno messo in conto anche un periodo di permanenza a Nisida, magari imparando un mestiere artigianale per poterlo fare una volta usciti da galera.

Mi domando, è necessario fare tutte queste tappe obbligatorie per dare un opportunità di lavoro specialmente ai giovani, non sarebbe più etico offrire l'opportunità quando si è in condizione (da piccoli) di poter restare ... onesti?

Con tristezza
Genius 
 

   
 

Vedi Genius, io vengo su questo sito, sento parlare di onestà, sono anche io consapevole di quello che tu dici, è ovvio che non è necessario fare  andare i ragazzi  in galera per imparare un mestiere.
Però io provo rabbia dentro di me, perchè anche per chi vuole veramente essere onesto , pagare le tasse e tutto il resto, è difficile se non impossibile. Non è una scusa, non è commiserazione, credimi,  veramente a volte non si sa che pesci pigliare per essere e mantenersi onesti.
Per quanto riguarda le critiche sul mio vernacolo le accetto volentieri perchè ho bisogno di imparare.

Concordo, è difficile restare onesti.

La società, non "premia" chi sceglie di essere onesto, anzi lo penalizza facendogli pagare un prezzo elevato per un controvalore inadeguato e facendogli pagare anche le "mancanze" dei disonesti.

Mi riferisco ad esempio al lavoro "nero" che sottrae tasse ed imposte che consentirebero a chi ha un lavoro regolare di pagare meno tasse in quanto si distribuirebbero in maniera diffusa.

Altro esempio (per i dipendenti) l'addizionale regionale e comunale che è cresciuta (da quanto è stata introdotta) e quasi tutti i comuni (tranne poche eccezioni) hanno applicato l'aliquota più alta, stesso discorso per la TARSU che è raddoppiata in soli 2 anni, ma questi aumenti di tasse, non hanno portato un aumento dei servizi e della loro qualità. Oppure i negozianti che dimenticano di emmetere lo scontino di cassa o invadono i marciapiedi e le strade con le loro vetrine e bancarelle abusive, spazi che il cittadino onesto (che paga le tasse) ha pagato per averli liberi al passaggio.

Oppure fare condoni fiscali agli evasori che hanno illecitamente sottratto capitali portandoli in banche estere, consentendo, con un "obolo" (5%) di riacquisire il diritto di "onesto" equiparato al "vero onesto" che magari ha pagato il 43% di tasse.

Non mi sembra corretto che una mamma che porta un bambino in carrozzina debba camminare in mezzo alla strada tra le auto perchè sui marciapiedi sono parcheggiate auto o ci sono bancarelle che ne impediscono il passaggio in sicurezza.

 

Gli enti locali per fare cassa, aumentano imposte e tasse alle persone oneste, note al fisco e non si preoccupano di andare a scovare gli evasori per fare "giustizia sociale".

Questo è uno dei tanti motivi di "insoddisfazione" del cittadino "onesto", poi si aggiungono problemi di territorio trascurato e di invivibilità.

Noto che spesso i giovani che passano per le galere, scoprono (dopo gli errori) che gli viene dato l'opportunità di imparare un mestiere. Mi domando perchè lo stato non si "applica" a creare strutture per creare interesse già dalle scuole dove il problema si puo risolvere prima che nasca. 

A proposito di "vernacolo", non ho assolutamente nessuna intenzione di sollevare critiche sull'uso del dialetto, non credo di essere assolutamente preparato, non è esattamente il mio dialetto.
Mi riferivo a pubblicazioni in vernacolo avvenuti in precedenza che sollevarono indignazione da parte di ...cittadini  "puristi" della lingua napoletana e ricordo innescarono una polemica a mio giudizio ... risparmiabile, sugli accenti, gli apostrofi e le parole miste all'italiano.

Quì devi sentirti "libera" di esprimerti come desideri, ognuno ha un "modo" personale di "comunicare" , non esiste
(per fortuna)
uno stile unico a cui bisogna adeguarsi, a me la tua poesia è piacuta per il contenuto e anche se fosse stata scritta in italiano non avrebbe perso assolutamente la sua carica emotiva.

Complimenti.
 

Cordialmente
Genius

      
   

Ti ringrazio Genius, le tue riflessioni sono anche le mie. Sai,  proprio ieri pensavo al fatto che di solito siamo noi, quelli che non hanno potere a porsi certe domande, domande che anche un bambino porrebbe. Quelli che hanno potere, o sono accecati da questo o si trovano in un contesto in cui fare le cose giuste non è così facile come può sembrare a noi che stiamo a guardare. Forse, sono entrambe le cose, perchè si è visto spesso che quando una persona sincera va al potere, se non riescono a corromperla, gli tagliano le gambe in senso metaforico e non solo, per renderlo inattivo.

Per quanto riguarda il vernacolo,  pur non essendo una perfezionista, mi piacerebbe imparare, ho fatto qualche ricerca, vedo che è difficile. Del resto, come con tutte le lingue, anche il napoletano subisce una metamorfosi, alcune parole  antiche sarebbero intraducibili persino in italiano. In fondo, è meglio scrivere anche una parola non proprio esatta, ma che arrivi alla comprensione del lettore moderno che rimanere nascosti in una nicchia per la purezza della lingua napoletana.

Ti ringrazio per il tuo incoraggiamento, sono alle prime armi sia con la pittura che con la poesia, sapere che qui dentro ho la possibilità di esprimermi liberamente mi fa proprio piacere , non disdegno comunque le critiche costruttive che mi fanno crescere.

Quando ci sono critiche che servono a migliorarsi sono sempre ben accettate.
Quando vengono fatte offese ... il discorso ... cambia.

Mi fa piacere che ti ... fa piacere di essere in ... "Città".

Cordialmente
Genius

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